(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Perugia, sulle intercettazioni dei colloqui difensivi il silenzio delle istituzioni è inaccettabile L’Unione delle Camere Penali Italiane rende pubbliche la risposta inviata dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Sergio Sottani, alla richiesta di rendere note le risultanze delle verifiche avviate sulla vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale di Perugia e la lettera con la quale l’Unione ha oggi replicato a quella comunicazione.
UCPI ribadisce di non avere mai chiesto di conoscere il contenuto delle conversazioni intercettate, né di accedere ad atti coperti da segreto. Ha chiesto una cosa radicalmente diversa: che le istituzioni rendano conto ai cittadini di come sia stato possibile che fossero ripetutamente intercettati, in violazione di legge, i colloqui tra difensori e assistiti all’interno del carcere e quali iniziative siano state adottate per accertare le cause della violazione, individuarne le responsabilità e impedire che fatti di questa natura possano ripetersi. La riservatezza che è stata violata tutela il cittadino contro il potere.
La riservatezza opposta dal Procuratore Generale riguarda invece il modo in cui l’Autorità Giudiziaria ha esercitato i suoi poteri e produce l’effetto di sottrarre proprio l’esercizio di quei poteri alla conoscenza e al controllo dei cittadini. Si tratta di due piani diametralmente opposti. Dopo che è stata violata la riservatezza delle comunicazioni tra difensori e assistiti, si pretende ora di opporre la riservatezza anche al diritto dei cittadini di conoscere come il potere pubblico sia stato esercitato. Noi non chiediamo di sapere che cosa sia stato intercettato. Chiediamo di sapere come sia stato possibile intercettarlo.
L’astensione nazionale proclamata dall’Unione non rappresenta il punto di arrivo della mobilitazione, ma soltanto il suo primo passo. Se continueranno a mancare la trasparenza e le risposte che cittadini e avvocatura hanno il diritto di pretendere, l’Unione assumerà ogni ulteriore iniziativa necessaria affinché siano finalmente chiarite le modalità con cui questa gravissima violazione è stata resa possibile, le eventuali responsabilità che ne sono derivate e le misure concretamente adottate perché fatti di questa natura non possano mai più ripetersi.
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La giunta dell’Unione delle Camere penali
