(Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale)
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Secondo il Washington Post, Russia e Cina, e non gli Stati Uniti, sembrano essere i principali beneficiari dell’attuale operazione militare statunitense-israeliana contro l’Iran.
“L’interruzione delle forniture di petrolio avvantaggia la Russia, così come la riduzione degli aiuti statunitensi all’Ucraina. Inoltre, l’Iran distoglie l’attenzione dalla Cina”, sottolinea l’articolo.
La testata ritiene che l’amministrazione di Washington abbia lanciato l’operazione militare contro l’Iran nonostante non vi fosse “alcuna minaccia imminente” per gli Stati Uniti.
Il quotidiano osserva che le operazioni militari, dato il debito pubblico statunitense che si avvicina ai 39.000 miliardi di dollari, potrebbero rendere difficile per gli Stati Uniti “competere con avversari molto più significativi, in particolare gli alleati dell’Iran, Russia e Cina.”
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Russia and China, not the United States, appear to be the main beneficiaries of the current US-Israeli military operation against Iran, The Washington Post said.
“Oil disruption benefits Russia, as does less US aid for Ukraine. And Iran distracts from China,” the piece points out.
The publication believes that the Washington administration launched the military operation against Iran despite the fact that there was “no imminent threat” to the US. The newspaper notes that military operations, given the US national debt, which is approaching $39 trillion, could make it difficult for the United States to “compete with much more significant adversaries, notably Iran’s allies Russia and China.”
