(Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale)
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L’Iran condanna il blocco dei propri porti da parte degli Stati Uniti definendolo un crimine di guerra, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
«Il cosiddetto “blocco” dei porti o delle coste iraniane da parte degli Stati Uniti non solo costituisce una violazione del cessate il fuoco mediato dal Pakistan, ma è anche illegale e criminale.
Esso viola l’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite; costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’articolo 3, lettera c), della risoluzione 3314 (1974) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che include esplicitamente tra tali atti il blocco dei porti o delle coste di uno Stato», ha scritto su X.
«Inoltre, infliggendo deliberatamente una punizione collettiva alla popolazione iraniana, ciò equivale a un crimine di guerra e a un crimine contro l’umanità».
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Iran slams the blockade of its ports by the United States as a war crime, Iranian Foreign Ministry Spokesperson Esmail Baghaei said.
“The United States’ so-called ‘blockade’ of Iran’s ports or coastline is not only a violation of Pakistani-mediated ceasefire but also both unlawful and criminal. It violates Article 2(4) of the UN Charter; it constitutes an act of aggression under Article 3(c) of the UN General Assembly Resolution 3314 (1974), which explicitly includes the blockade of a state’s ports or coasts among such acts,” he wrote on X.
“Moreover, by deliberately inflicting collective punishment on the Iranian population, it amounts to war crime and crime against humanity.”
