(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Di Giacomo, nel primo scorcio di nuovo anno evasioni aumentate del 700 per cento. “Due detenuti evasi dagli ospedali di Pisa e di Venezia nel giro di poche ore, ripresi grazie all’impegno del personale penitenziario, a cui aggiungere un’altra tentata evasione dal carcere di Firenze quella del detenuto noto come il killer delle prostitute anche lui catturato dagli agenti: in questo primo scorcio dell’anno le evasioni registrano già un escalation del 700 per cento ad ulteriore conferma che il controllo dei detenuti si scarica sempre sul personale penitenziario che nel carcere e nei servizi di accompagnamento e vigilanza in ospedale è ampiamente insufficiente”.
Così Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria che aggiunge: “siamo a turni di lavoro per gli agenti penitenziari sempre più massacranti, sino a 14 ore, senza pasti e senza pausa, sia negli istituti che nelle strutture ospedaliere per il controllo dei detenuti. Tutto questo accade nel silenzio totale dell’Amministrazione Penitenziaria che sa solo complimentarsi con i poliziotti che fanno il proprio dovere di servitori dello Stato mentre lo Stato li ha abbandonati al proprio destino. Siamo rimasti tra i pochi tra i sindacati di polizia penitenziaria a sostenere che l’assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria entro il 2028 (vale a dire “spalmati” in tre anni) prevista dalla Legge di Bilancio 2026 non è sufficiente come la spesa di 140 milioni di euro per l’ampliamento di alcune strutture detentive.
Due misure che avranno lo stesso risultato dell’introduzione dello spray al peperoncino: effetti del tutto marginali sui nodi principali della carenza di personale e del sovraffollamento. Risultato: il personale penitenziario è abbandonato al suo destino. C’è bisogno – sottolinea Di Giacomo – di allentare la pressione anche psicologica degli agenti e di prevenire evasioni, rivolte, violenze che hanno segnato il 2025 con 2400 agenti aggrediti e costretti a ricorrere alle cure di sanitari. C’è bisogno – conclude – prima di tutto di un’operazione verità perché non è vero secondo la narrazione del Governo nelle carceri tutto va bene e senza nascondere che nelle carceri comandano i clan di criminalità organizzata con il traffico di droga e telefonini”.

