(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SIM Carabinieri vicinanza ai colleghi feriti ma il clima d’odio deve finire. Torino. Quanto accaduto a Molini di Chiomonte non è una semplice manifestazione, ma rappresenta un vero e proprio scenario di guerra urbana dove le donne e gli uomini in divisa sono stati bersagliati in modo vile e premeditato. Nel corso dei gravissimi scontri provocati dalle frange NoTAV contro i Carabinieri e la Polizia di Stato, si è assistito a un attacco condotto con lancio sistematico di bombe Molotov, petardi ad alto potenziale e bombe carta. Il bilancio di questa ennesima aggressione è drammatico: due mezzi blindati del Reggimento Carabinieri Lombardia sono stati completamente avvolti dalle fiamme e distrutti, due militari hanno riportato ustioni e si contano decine di contusi tra le forze dell’ordine. Non ci trovavamo in uno scenario di crisi in Medio Oriente, ma all’interno e nei pressi di un cantiere strategico della TAV sul territorio italiano.
Di fronte a questa drammatica situazione, il SIM Carabinieri con tutte le sue articolazioni, esprime la più profonda vicinanza, la massima solidarietà e i più calorosi auguri di pronta guarigione ai colleghi feriti e ustionati. Allo stesso tempo, rivolgiamo il nostro plauso e sostegno a tutti i militari che, con estrema professionalità e senso del dovere, continuano a mantenere la posizione e a presidiare l’area per garantire lo svolgimento dei lavori di un’opera fondamentale per il Paese. Il SIM Carabinieri, in tutte le sue articolazioni, intende denunciare con forza che la misura è ormai colma e che il personale non può più essere lasciato in balia di violenze di questa portata. Siamo stanchi di vedere i nostri colleghi trasformati in bersagli inermi per l’odio ideologico e non possiamo tollerare che certe strumentalizzazioni continuino ad alimentare il rancore e l’acrimonia nei confronti della Polizia e dell’Arma.
In un momento in cui le forze di Polizia si trovano spesso sotto gogna mediatica per altri fatti, non nascondiamo un profondo senso di solitudine e smarrimento. Tuttavia, ciò che ci rincuora, ci rafforza e ci spinge ad andare avanti a testa alta è la consapevolezza che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è dalla nostra parte e condivide il nostro operato. La situazione in Val di Susa resta ingarbugliata e desta fortissima preoccupazione per l’incolumità dei colleghi impegnati in prima linea. Per queste ragioni, il SIM Carabinieri valuterà ogni possibile iniziativa legale e istituzionale affinché cessino le delegittimazioni e vengano garantite condizioni di massima sicurezza e tutela per tutti i lavoratori in divisa.
