(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Castello Sforzini di Castellar Ponzano – «Le tensioni emerse in queste ore tra Italia e USA certificano un dato politico che molti fingono di non vedere: l’Italia ha progressivamente smarrito il ruolo di interlocutore privilegiato del sovranismo occidentale».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
«Per anni ci è stato raccontato che il governo italiano rappresentava il principale punto di riferimento europeo dell’area politica incarnata da Trump. Oggi quello schema appare definitivamente archiviato. Lo scontro pubblico di queste ore dimostra che quel rapporto di fiducia non esiste più o è stato gravemente compromesso».
«È una cattiva notizia per l’Italia. Perché piaccia o non piaccia, Trump non è soltanto il Presidente degli Stati Uniti. È il punto di riferimento di una vasta corrente politica internazionale che rimette al centro sovranità nazionale, sicurezza, controllo dell’immigrazione, difesa delle identità, libertà economica e primato degli interessi nazionali».
«Mentre gran parte della politica italiana continua a inseguire le burocrazie europee, i dogmi del Green Deal e le logiche della vecchia globalizzazione, nel mondo sta emergendo una nuova classe dirigente occidentale che parla un linguaggio completamente diverso. L’Italia rischia di arrivare impreparata a questo appuntamento con la storia».
«Per questo il Centro Studi Rinascimento Nazionale intende rafforzare ulteriormente i rapporti culturali, accademici e politici con tutte quelle realtà internazionali che condividono una visione fondata su identità, libertà, merito, sicurezza e interesse nazionale. È su questo terreno che nasceranno le alleanze strategiche del prossimo decennio. Chi non lo comprende per tempo oggi, rischia di ritrovarsi irrilevante domani».
Ufficio Stampa Centro Studi Rinascimento Nazionale
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