(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Terzo mandato, limite in tutte le regioni – Urzì (FdI): era un principio di diritto indiscutibile. Nulla che possa sorprendere nella sentenza della consulta sul terzo mandato. Era tutto evidente per logica da sempre e lo stesso governo aveva visto bene nel ricorrere su una legge provinciale, come quella trentina, che non era fondata su un principio sostenibile in termini di diritto.
Oggi si fa molta chiarezza anche sulla decisione del governo di quel giorno. Inutile e strumentale, ogni polemica a suo tempo fatta su di essa. Ora c’è la conferma da parte del giudice delle leggi, la corte costituzionale. E speriamo che il tema del terzo mandato possa essere archiviato.
Non è di fatto possibile in Italia, prevedere diritti elettorali passivi diversi fra i cittadini.
Nessuna invasione di campo sulla autonomia che mantiene le proprie prerogative nel disegnare una legge elettorale, come in effetti fa, ma nel limite dettato dei principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica.
Lo avevamo detto e lo ribadiamo: il caso non nasce da un referendum sul sì o il no al terzo mandato del presidente Fugatti, al quale ribadiamo la nostra incondizionata fiducia sino al termine della legislatura, perché questo è nel DNA di Fratelli D’Italia, quello di mantenere i patti e gli accordi. Ora vorremmo che fossero rispettati tutti gli accordi elettorali, anche quelli che prima del voto riconoscevano a Fratelli D’Italia la vicepresidenza della Provincia autonoma di Trento.
Una delega ritirata dal presidente Fugatti proprio in reazione al ricorso del governo alla corte costituzionale. Come si può verificare oggi non ci fu alcuna pretestuosità nel ricorrere, solo rivendicare come un governo deve fare il rispetto del quadro giuridico. Quindi anche la reazione “punitiva” verso FdI al ricorso del governo oggi ha necessità di essere riconsiderata proprio per garantire il rispetto degli accordi elettorali all’interno della maggioranza di governo provinciale.
Noi, come detto, in ogni caso, agli accordi che abbiamo assunto saremo leali sino al termine della legislatura. Il ricorso del governo aveva peraltro un fondamento nella necessità di garantire un orientamento definitivo sul tema che era già stato oggetto di sentenze della corte costituzionale per quanto riguardava le regioni a statuto ordinario e i sindaci delle regioni a statuto speciale, perlomeno della Sardegna.
Ora c’è chiarezza e questo permetterà nella conferma del sistema maggioritario che garantisce ai cittadini il diritto di scegliere prima del voto chi li deve governare la migliore opzione per proseguire l’esperienza di governo del centrodestra in Trentino, tenendo conto degli equilibri politici che non sono mai perenni. Ed oggi Fratelli D’Italia si candida ad essere il perno della coalizione sul territorio, assieme ovviamente agli alleati di Forza Italia e Lega e delle liste territoriali e autonomiste. FdI perno della coalizione così come lo è al governo della nazione con Giorgia Meloni.
Da domani quindi non cambierà nulla, continuerà il lavoro di questa amministrazione e si comincerà a lavorare sull’orizzonte dei futuri prossimi cinque anni di governo dopo le elezioni provinciali alla loro scadenza naturale. Come non abbiamo fatto fino adesso nemmeno adesso c’è bisogno di scatenare le tifoserie, perché l’unico tifo che noi di Fratelli D’Italia ammettiamo è a favore in Trentino del Trentino e in Alto Adige dell’Alto Adige.
Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige
