(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Come capogruppo del Partito Democratico nella commissione di indagine sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere ho commentato l’approvazione oggi in Parlamento della relazione finale sull’indagine che riguarda i braccialetti elettronici.
Violenza donne: Pd, braccialetti elettronici fondamentali ma devono funzionare e commissione verificherà.
La relazione approvata all’unanimità a conclusione dell’indagine conoscitiva della Commissione Femminicidio sul funzionamento dei braccialetti elettronici contiene indicazioni preziose per migliorare l’utilizzo di questo strumento fondamentale per la sicurezza delle donne vittime di violenza. Al testo abbiamo lavorato migliorandolo, anche attraverso emendamenti che sono stati accolti. In particolare abbiamo ottenuto che la Commissione svolga un ruolo costante di monitoraggio e verifica rispetto al superamento in tempi brevi delle criticità evidenziate; pena il depotenziamento della preziosa indagine svolta, continuando un compito di indirizzo e controllo e proseguendo anche con l’esame dei casi in cui sono stati segnalati femminicidi, consumati o tentati, nonostante l’applicazione del braccialetto elettronico.
Questa importante indagine conoscitiva e di proposta nasce anche su impulso del Pd, in seguito a drammatici fatti di cronaca causati dal mancato o cattivo funzionamento del braccialetto elettronico. Il corposo e qualificato lavoro che la commissione ha compiuto nella fase istruttoria, grazie agli auditi e soprattutto al contributo dei propri consulenti, ha delineato un quadro chiaro e documentato del sistema di sorveglianza elettronica, delle sue evoluzioni normative e delle disfunzioni emerse nella fase applicativa. Il malfunzionamento dei dispositivi, al pari della loro insufficiente disponibilità, può avere esiti drammatici, stante l’impossibilità per le Forze di Polizia di intervenire sempre tempestivamente.
La commissione ha rilevato numerose criticità: insufficienza quantitativa di dispositivi e tempistiche incompatibili con la sicurezza, problemi di funzionamento tecnico degli apparecchi e di gestione delle sale operative e di controllo, criticità procedurali per assenza di linee guida operative uniformi e standardizzate su tutto il territorio nazionale, rischio di ricorso eccessivo a questo strumento di controllo della misura cautelare in situazioni di elevata pericolosità, che richiederebbero altre scelte.
Pur prendendo atto che taluni interventi correttivi sono già in corso, la commissione indica almeno 16 interventi operativi necessari a garantire la tutela delle donne: in particolare sulla formazione dei magistrati per la corretta valutazione del rischio, del personale tecnico per l’installazione e delle persone da proteggere e da controllare, con geolocalizzazione; la necessità di verifiche tempestive dei malfunzionamenti e di un tempestivo intervento da parte delle forze di polizia; aggiornamenti organizzativi e tecnologici; algoritmi di priorità e verifica dei falsi allarmi; zona di pre-allerta; sala operativa centralizzata.
Questo il commento rilasciato assieme alle colleghe Cecilia D’Elia, vicepresidente e correlatrice, Antonella Forattini, Valentina Ghio, Valeria Valente e al collega Filippo Sensi come gruppo del Partito Democratico nella Commissione di indagine sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere.
