(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oggi a Roma sono comparsi manifesti con scritto “Bla bla bla” e “Lorem ipsum” a nostra firma. Non è un errore. È una risposta.
Dal 2018 ad oggi, 12 nostre campagne sono state censurate da comuni di sinistra. Manifesti sulla vita, sulla famiglia, sull’educazione. Rimossi con una mail. Vietati con motivazioni surreali.
Lo strumento? L’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada — introdotto in silenzio nel 2021 mentre tutti festeggiavamo la caduta del Ddl Zan. Il Ddl Zan era rientrato dalla porta di servizio.
Siamo andati al TAR, al Consiglio di Stato, ora alla Corte Europea dei Diritti Umani. E abbiamo portato il caso in Senato con FdI.
Oggi lanciamo #EioParlo: affissioni, petizione, sito dedicato. La nostra richiesta al CDX: riformate l’art. 23 c.4bis. Una democrazia non dovrebbe temere i manifesti.
Firma la petizione su 👉 eioparlo.it

