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MEDIASET – ITALIA 1 * “LE IENE” – 15/04: «L’ANGELO DELLA MORTE DI FORLÌ, PARLA LA TESTIMONE CHE HA FATTO SCATTARE LE INDAGINI SU LUCA SPADA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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16.59 - mercoledì 15 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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STASERA IN PRIMA SERATA A

“LE IENE”

“ANGELO DELLA MORTE” DI FORLÌ:

NEL SERVIZIO DI ROBERTA REI L’INTERVISTA A LUCA SPADA
E, IN ESCLUSIVA, LE DICHIARAZIONI DELLA TESTIMONE CHE HA FATTO SCATTARE LE INDAGINI

Nel servizio di Roberta Rei, in onda questa sera su Italia 1, in prima serata, l’intervista a Luca Spada, l’ex soccorritore della Croce Rossa di 27 anni arrestato nei giorni scorsi, nell’ambito dell’inchiesta sulle morti sospette in ambulanza nel Forlivese durante i suoi turni di servizio.
Gli otto decessi, avvenuti nell’arco di pochi mesi nel 2025, avevano sollevato forti dubbi tra gli stessi colleghi di Spada, le cui segnalazioni hanno dato il via all’inchiesta. Oltre all’indagato, l’inviata ha raccolto, in esclusiva, la testimonianza della collega della Croce Rossa che, per prima, ha denunciato le anomalie facendo scattare le indagini.
Questo il dialogo tra le due:
Roberta Rei: Questa inchiesta è partita da te?
Testimone: Sì.
Roberta Rei: Ma tu lavori in Croce Rossa?
Testimone: Sì, sono una autista d’ambulanza.
Roberta Rei: Cioè, tu a un certo punto ti svegli, c’è qualcosa che non va?
Testimone: Quando sono iniziate queste cose c’era un sospetto effettivo, c’era da dire: “Ma no, no, cioè, tutte lui le sfighe, eh.”
Roberta Rei: E quindi nel gruppo se ne parlava?
Testimone: C’era questo disagio nei suoi confronti. Dici: “Cacchio, cioè, tante sfighe in un tipo di servizio dove no, io che sono dieci anni in questo servizio non mi è mai capitato una volta. Quindi ho detto: “C’è qualcosa.”.
Roberta Rei: Cosa intendi per sfighe?
Testimone: Sfighe nel senso che sono morte diverse persone. Un altro collega ha detto: “Ma tu hai visto cosa ha nella divisa?” Una sera che io prendevo turno per far la notte. E io ho detto: “No, io non ho visto.”. Dopodiché mi è venuto questo pallino di guardare nella divisa e io effettivamente ho trovato la siringa.
Roberta Rei: Che significa questa cosa? Perché uno che sa…
Testimone: Non ci dovrebbe essere.
Roberta Rei: Perché no?
Testimone: Perché noi non siamo sanitari, ma noi siamo tecnici di ambulanza. E oltretutto questa non era una siringa chiusa, sigillata nel suo involucro. Questa era una siringa aperta, senza neanche l’ago. Quindi no, non la vedo una cosa normale. A quel punto il caso ha voluto che io una mattina ho incontrato un amico carabiniere e mi sono confidata.
Roberta Rei: Che gli hai detto?
Testimone: Che ci fossero queste morti che capitassero comunque sempre alla stessa persona. Ha sempre approfittato quando ha potuto di star dietro… Lo specchietto retrovisore serve per guardare dentro al vano sanitario. Se tu mi chiudi il vetro faccio un po’ più fatica a vedere. Se tu mi spegni la luce faccio un po’ più fatica a vedere.
Roberta Rei: No, perché lui nell’immaginario Luca Spada è una persona buona che aiuta i vecchietti, che fa volontariato, che…
Testimone: Lo so. È stato anche per me pesante arrivare a crederlo. E comunque lui ha una buona capacità di manipolare, perché due settimane fa l’ho visto, perché comunque io ci sono stata in contatto fino all’ultimo, e anche in quell’occasione lì è riuscito a farmi tenerezza, perché ha questo modo di fare che nonostante io sono in mezzo a tutto questo, mi veniva voglia di abbracciarlo perché mi faceva una tenerezza enorme. E proprio il suo modo.
Roberta Rei: Quindi un insospettabile buono?
Testimone: Insospettabile. Esattamente, insospettabile.
E ancora, nel servizio in onda stasera, anche un altro testimone importante che racconta dei sospetti su Luca Spada e fornisce informazioni chiave sulle modalità di selezione dei pazienti a cui somministrare l’aria in vena.
Testimone 2: “Io ero sulla macchina dell’emergenza del 118, lui era nella macchina degli interni con Radu. Io quel giorno con l’emergenza ho fatto due decessi, uno alla mattina a una signora 60 anni beccata da un calabrone per shock anafilattico e al pomeriggio ho fatto un vecchiettino alla casa di riposo Santa Lucia 97 anni, ma siamo arrivati era già…E e lui (Luca Spada) la sera quando è rientrato con l’ambulanza m’ha detto: “Allora oggi ne hai fatti eh” ha detto “Ah ne sono morti due”…Sembrava quasi incazzato che gli avevo fatto io e non lui, solo che non avevo “fatto” due morti nei trasporti secondari, avevo fatto due morti in emergenza dove lì i morti ci sono! Ci sono i malati terminali, o vecchiettini, che con l’ambulanza e sono morti…Lui non ha mai guidato, ha sempre fatto guidare questi volontari. Noi ne muoviamo tante. Se uno da casa va a fare i raggi per il femore non ce l’ha l’accesso venoso, stava male sempre la persona con l’accesso venoso!

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