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ISTAT * ESPORTAZIONI REGIONI ITALIANE (GENNAIO – SETTEMBRE 2024): «PRIMA LA CALABRIA A +20,9, POI TOSCANA +11,7 / ALTO ADIGE +6,0/ TRENTINO A -0,3»

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10.27 - mercoledì 11 dicembre 2024

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel terzo trimestre 2024, si stima una crescita congiunturale per il Nord-ovest (+0,9%) e, in misura lieve, per il Centro (+0,2%), una flessione per il Nord-est (-1,2%) e una più ampia contrazione per il Sud e Isole (-6,5%).

Nel periodo gennaio-settembre 2024, la diminuzione su base annua dell’export nazionale in valore (-0,7%) è sintesi di dinamiche territoriali per lo più simili: flettono, infatti, le vendite all’estero per il Nord-ovest (-2,2%), il Nord-est e il Sud (-1,8%, per entrambi) e le Isole (-1,0%), mentre si rileva una crescita delle esportazioni soltanto per il Centro (+2,9%).

Nei primi nove mesi dell’anno, le flessioni tendenziali più ampie delle esportazioni riguardano Basilicata (-44,2%), Marche (-31,0%) e Liguria (-21,3%); le regioni più dinamiche all’export, invece, sono Calabria (+20,9%), Toscana (+11,7%), Molise (+11,5%) e Valle d’Aosta (+11,1%).

Nello stesso periodo, la forte riduzione delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dalle Marche contribuisce per un punto percentuale alla flessione dell’export nazionale; un ulteriore contributo negativo di 0,9 punti deriva dalle minori esportazioni di autoveicoli da Piemonte e Basilicata e di altri mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, dalla Liguria. All’opposto, l’aumento delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) dalla Toscana e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio, Toscana e Campania fornisce un impulso positivo di 1,8 punti percentuali alla dinamica dell’export.

Nei primi nove mesi del 2024, i contributi negativi più ampi alla flessione tendenziale dell’export nazionale derivano dal calo delle vendite delle Marche verso Cina (-93,4%) e Belgio (-44,8%), della Liguria verso gli Stati Uniti (-76,2%), della Toscana verso la Svizzera (-50,7%) e del Piemonte verso Germania (-11,4%) e Francia (-6,1%). Apporti positivi, invece, provengono dall’aumento dell’export della Toscana verso Turchia (+245,1%), Stati Uniti (+18,6%), Germania (+13,9%) e Francia (+7,8%), della Campania verso la Svizzera (+44,7%) e del Lazio verso Stati Uniti (+39,9%), Belgio (+20,6%) e Paesi Bassi (+29,4%).

Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance negative di Ascoli Piceno, Torino, Genova, Potenza e Reggio nell’Emilia; i contributi positivi maggiori derivano da Arezzo, Firenze, Latina, Lodi e Monza e della Brianza.

Nel terzo trimestre 2024, l’export registra una dinamica congiunturale differenziata a livello territoriale: positiva per il Nord-ovest e il Centro, negativa per il Nord-est e il Sud e Isole.

Su base annua, l’export si conferma in flessione per il Nord-est ed è in forte calo per il Sud e Isole; mentre cresce per il Centro e mostra segnali di recupero per il Nord-ovest, dopo quattro trimestri di performance negative.

Nei primi nove mesi dell’anno l’export flette per tutte le aree, a eccezione del Centro, la cui crescita è sostenuta in particolare dall’aumento delle vendite di minuterie e oggetti di gioielleria di metalli preziosi dalla Toscana e di prodotti farmaceutici dal Lazio, mentre un freno deriva dalle minori vendite, sempre di prodotti farmaceutici, dalle Marche. La contrazione dell’export di autoveicoli spiega in larga misura la performance negativa di Piemonte e Basilicata; quella della Liguria è condizionata dalle maggiori movimentazioni di elevato impatto (cantieristica navale) registrate nel 2023.

Contributo alla variazione tendenziale: misura l’incidenza delle variazioni delle importazioni e delle esportazioni dei singoli aggregati merceologici o geografici sull’aumento o sulla diminuzione dei flussi aggregati.

Dati corretti per gli effetti di calendario: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalla variabilità attribuibile alla composizione del calendario nei singoli periodi (mesi o trimestri) dell’anno, dovuta al diverso numero di giorni lavorativi o di giorni specifici della settimana in essi contenuti (numero di lunedì, martedì ecc.) e alla presenza di festività nazionali civili e religiose, fisse e mobili (festività pasquali), nonché dell’anno bisestile. Il ricorso a tale trasformazione dei dati consente di cogliere in maniera più adeguata sia le variazioni tendenziali (calcolate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), sia le variazioni medie annue.

Dati destagionalizzati: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario. Questa trasformazione dei dati è la più idonea a cogliere l’evoluzione congiunturale di un indicatore.

Esportazioni: includono tutti i beni (nazionali o nazionalizzati, nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito, escono dal territorio economico del Paese per essere destinati al resto del mondo, Esse sono valutate al valore Fob (free on board), che corrisponde al prezzo di mercato alla frontiera del Paese esportatore, Questo prezzo comprende il prezzo ex-fabrica, i margini commerciali, le spese di trasporto internazionale e gli eventuali diritti all’esportazione.

Paese di destinazione: l’ultimo paese conosciuto, al momento dell’esportazione, verso il quale le merci saranno consegnate.

Provincia di origine/provenienza della merce: provincia del territorio nazionale in cui le merci sono state prodotte oppure hanno costituito l’oggetto di operazioni di montaggio, assemblaggio, trasformazione, riparazione o manutenzione.

Tre segni più (+++): indicano variazioni superiori a 999,9 per cento.

Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al mese o al periodo precedente.

Variazione tendenziale: variazione percentuale rispetto allo stesso mese o allo stesso periodo dell’anno precedente.

Definizioni delle aree geografiche e geoeconomiche

Africa settentrionale: Algeria, Egitto, Ceuta, Libia, Marocco, Melilla, Sahara Occidentale, Tunisia.

Altri paesi africani: Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde, Ciad, Comore, Congo, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Gabon, Gambia, Ghana, Gibuti, Guinea, Guinea equatoriale, Guinea-Bissau, Kenya, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Maurizio, Mayotte, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Repubblica unita di Tanzania, Ruanda,
Sant’Elena-Ascensione e Tristan da Cunha, São Tomé e Principe, Seychelles, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Africa, Sudan, Sud Sudan, Swaziland, Territorio britannico dell’ Oceano Indiano, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe.

Altri paesi asiatici: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Birmania, Brunei, Cambogia, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Macao, Malaysia, Maldive, Mongolia, Nepal, Pakistan, Singapore, Sri Lanka, Tagikistan, Taiwan, Thailandia, Timor-Leste, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam.

America centro-meridionale: Anguilla, Antigua e Barbuda, Argentina, Aruba, Bahama, Barbados, Belize, Bermuda, Bolivia, Bonaire, Sint Eustatius e Saba, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Curaçao, Dominica, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Isole Cayman, Isole Falkland, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini Americane, Isole Vergini Britanniche, Messico, Montserrat, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica dominicana, Saint-Barthélemy, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincente e le Grenadine, Santa Lucia, Sint Maarten, Suriname, Trinidad e Tobago, Uruguay, Venezuela.

America settentrionale: Canada, Groenlandia, Saint-Pierre e Miquelon, Stati Uniti.

Area euro: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.

 

Area non euro: è costituita da tutti i paesi che non adottano l’euro: 1) Paesi che fanno parte dell’Unione europea ma che ancora non aderiscono all’euro (Bulgaria, Cechia, Danimarca, Polonia, Romania, Svezia, Ungheria); 2) tutti i Paesi del Resto del mondo. In particolare, Andorra, Città del Vaticano, Principato di Monaco e San Marino usano l’euro come moneta ufficiale ma non sono ufficialmente membri dell’Unione europea; pertanto, fanno parte dell’Area non euro.

Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico): Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Birmania, Singapore, Thailandia, Vietnam.

Medio Oriente: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Giordania, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica islamica dell’Iran, Siria, Territorio palestinese occupato, Yemen.

Mercosur: Bolivia, Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina e Venezuela.

Oceania e altri territori: Antartide, Australia, Figi, Georgia del Sud e Isole Sandwich australi, Isola di Bouvet, Isola Christmas, Isole Cocos (Keeling), Isole Cook, Isole Heard e McDonald, Isole Marianne settentrionali, Isole Marshall, Isole minori periferiche degli Stati Uniti, Isola Norfolk, Isole Pitcairn, Isole Salomone, Kiribati, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Palau, Papua Nuova Guinea, Polinesia francese, Samoa, Samoa americane, Stati Federati di Micronesia, Terre australi e antartiche francesi, Tokelau, Tonga, Tuvalu, Vanuatu, Wallis e Futuna, Provviste e dotazioni di bordo, Paesi e territori non specificati, Paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari.

Opec: Algeria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Repubblica islamica dell’Iran, Venezuela, Gabon, Guinea Equatoriale e Congo.

Paesi europei non Ue: Albania, Andorra, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Fær Øer, Gibilterra, Islanda, Kosovo, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Regno Unito, Repubblica moldova, Russia, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina.

Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

 

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