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“EUROCHEM SEVEROZAPAD-2“ * RUSSIA – STABILIMENTO DI KINGISEPP: «ABBIAMO CHIESTO A 16 BANCHE ITALIANA DI CONGELARE I FONDI DEGLI EX APPALTATORI COINVOLTI NELLA COSTRUZIONE»

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18.10 - mercoledì 19 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«EuroChem Severozapad-2» si è rivolta a 16 banche italiane con la richiesta di congelare i fondi degli ex appaltatori coinvolti nella costruzione dello stabilimento di Kingisepp.

«EuroChem Severozapad-2» è coinvolta in un contenzioso presso il Tribunale Arbitrale di Mosca contro società di ingegneria (parte del gruppo ingegneristico e di costruzioni italiano Maire S.p.A.) in relazione al mancato adempimento degli obblighi contrattuali connessi alla costruzione, a Kingisepp, di un impianto ad alta tecnologia per la produzione di ammoniaca e urea.

In precedenza, il tribunale arbitrale aveva accolto la domanda dell’attore e aveva disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie, dei futuri incassi, nonché dei beni mobili e immobili di Tecnimont S.p.A. e di «MT Russia» per un importo pari a 9,5 miliardi di rubli. L’importo complessivo delle pretese giudiziarie ammonta a 202,7 miliardi di rubli.

«EuroChem Severozapad-2» ha inviato lettere ufficiali a 16 banche italiane che gestiscono i conti di Tecnimont S.p.A. e della sua controllata russa «MT Russia», fornendo informazioni sulle violazioni degli obblighi contrattuali commesse dalle società appartenenti al gruppo Maire S.p.A. e sui rischi connessi al loro inadempimento.

Le lettere sono state inviate alle seguenti banche: Banca Akros S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, Bank ABC, BdM Banca, BNL BNP Paribas, BNP Paribas, BPER Corporate & Investment Banking, BRED Banque Populaire, Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Crédit Agricole Corporate & Investment Banking, Equita SIM S.p.A., Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), Mediocredito Centrale, MPS Capital Services, PKF Attest Capital Markets S.V., S.A., UniCredit.

«Abbiamo ritenuto nostro dovere informare le banche dei rischi associati al procedimento giudiziario avviato contro i loro clienti e confidiamo in una pronta e favorevole reazione da parte degli istituti di credito. Il divieto di effettuare operazioni sui conti rappresenta un passo naturale nell’ambito della tutela dei nostri diritti legittimi. Il gruppo Maire S.p.A. e le sue società controllate hanno violato gli obblighi contrattuali non completando la costruzione di un importante complesso produttivo. Hanno invocato il regime sanzionatorio, ma a nostro avviso si è trattato soltanto di un comodo pretesto: erano già in ritardo rispetto al cronoprogramma dei lavori e non rispettavano il budget di progetto. Difenderemo con coerenza gli interessi della nostra società, includendo la presentazione di azioni legali non solo contro Tecnimont S.p.A. e “MT Russia”, ma anche contro Maire S.p.A. in diverse giurisdizioni», ha dichiarato l’ufficio stampa di «EuroChem Severozapad-2».

Informazioni di riferimento sulle circostanze del caso:

 Nel 2020 il gruppo EuroChem ha avviato la realizzazione di un progetto per la costruzione, nella città di Kingisepp, di un grande impianto ad alta tecnologia per la produzione di ammoniaca e urea – «EuroChem Severozapad-2».

 Nel giugno 2020 gli appaltatori per la progettazione e la costruzione di «EuroChem Severozapad-2» sono stati individuati nella società italiana Tecnimont S.p.A. e nella sua controllata russa OOO «MT Russia», ciascuna delle quali ha concluso un contratto con EuroChem. Le parti hanno inoltre sottoscritto un accordo di coordinamento e cooperazione. Garante degli impegni contrattuali è stata la società controllante degli appaltatori – il gruppo italiano Maire S.p.A.

 I contratti sono stati conclusi a prezzo fisso e prevedevano un termine di completamento garantito, che non avrebbe dovuto essere posteriore al 16 settembre 2023.

 Nel maggio 2022, invocando le restrizioni sanzionatorie dell’UE, gli appaltatori hanno sospeso unilateralmente l’esecuzione delle proprie obbligazioni, in violazione dei contratti.

 In realtà Tecnimont S.p.A. e OOO «MT Russia» hanno utilizzato le sanzioni dell’UE contro la Russia come pretesto per un rifiuto unilaterale di adempiere agli obblighi contrattuali. Al momento della sospensione dei lavori, gli appaltatori erano già significativamente in ritardo rispetto al cronoprogramma: le opere di costruzione risultavano completate soltanto al 25%. Dall’autunno 2021 il committente del progetto aveva più volte notificato agli appaltatori l’esistenza di ritardi rilevanti. Inoltre, ancora prima dell’introduzione delle sanzioni, Tecnimont e OOO «MT Russia» avevano tentato senza successo di ottenere un aumento del prezzo contrattuale e una proroga dei termini, circostanza che indicava la loro incapacità di eseguire i lavori nei tempi previsti e nel rispetto del budget.

 L’importo complessivo delle pretese giudiziarie ammonta a 202,7 miliardi di rubli e comprende l’anticipo per prestazioni non eseguite, gli interessi per l’utilizzo di somme di denaro altrui, nonché il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione dei contratti.

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