(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Referendum, Grosso: nostra campagna legittima, racconta pensiero Nordio. La campagna di comunicazione del Comitato Giusto Dire No chiede ai cittadini italiani “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?” e poi sostiene che con la legge Nordio “i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati”.
Sono numerosi giorni che sentiamo dirci che i manifesti contengono menzogne. Oggi, al coro, si è aggiunta anche la presidente del Consiglio Meloni. In questi giorni abbiamo letto che saremmo ‘peracottari’, ‘magliari’, ‘falsari’. Riceviamo quotidianamente contumelie simili a mezzo stampa; leggiamo continuamente di ricorsi e denunce, sin qui mai avvenuti. Tutto ciò sta avvenendo a causa di una semplice domanda e di una altrettanto semplice assunzione presente all’interno di alcuni spazi pubblicitari.
Il ministro Carlo Nordio, l’autore della legge, ha dichiarato che “Questa riforma gioverebbe anche al Pd, nel momento in cui andassero al governo” in un’intervista del Corriere della Sera del 3 novembre. Sempre Nordio, il 18 marzo 2025, aveva dichiarato che la sua legge “non migliora l’efficienza della giustizia”. In nessuno dei due casi sono poi arrivate successive smentite o rettifiche.
Basta tenere conto di queste due frasi per arrivare alla più logica conclusione: l’obiettivo della Legge Nordio è dare più potere alla politica a discapito dei giudici, e di certo non contribuire al miglioramento della qualità dei processi.
La nostra “colpa” è aver tradotto questi concetti, espressi dalla persona più autorevole in Italia sulla legge Nordio (ovvero: Nordio in persona) in un messaggio facilmente comprensibile dalla popolazione italiana.
Rifiutiamo, dunque, la campagna di delegittimazione che è in corso nei confronti del Comitato Giusto Dire no: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal Ministro della Giustizia”.
