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CGS – COMMISSIONE GARANZIA SCIOPERO * RELAZIONE ANNUALE: «1.020 ASTENSIONI NEL 2025, FLESSIONE DEL 5,5% SUL 2024»

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11.34 - martedì 23 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi, illustrata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi. Scioperi, Garante: 1.020 astensioni nel 2025, flessione del 5,5% sul 2024. Scioperi generali in controtendenza, proclamazioni raddoppiate: da 17 (2024) a 33 (2025)
Incremento quasi interamente ascrivibile all’iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base: 27 le mobilitazioni effettivamente svolte,
concentrate in 9 giornate complessive

“Il 2025 consolida la parabola discendente della conflittualità: con 1.020 astensioni effettuate (dalle 1.129 del 2023 alle 1.080 del 2024), si registra una flessione del 5,5% rispetto al 2024 e una contrazione complessiva del 9,6% nel triennio. La contrazione non riguarda solo l’attuazione finale dello sciopero, ma riflette una generale, seppur lieve, riduzione dell’iniziativa conflittuale a monte, sebbene il calo delle proclamazioni totali (1.564) sia stato più contenuto (-5% nel triennio”). È quanto si legge nella Relazione annuale della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, riferita all’anno 2025, illustrata oggi dalla Presidente, prof.ssa Paola Bellocchi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

“Spicca tuttavia il dato in controtendenza dello sciopero generale, le cui proclamazioni sono raddoppiate, passando dalle 17 dell’anno precedente alle 33 dell’anno in esame. Questo incremento, quasi interamente ascrivibile all’iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base, si è tradotto in 27 mobilitazioni effettivamente svolte, concentrate in 9 giornate complessive”.
“Se si eccettua lo sciopero generale, emerge una significativa divergenza tra la fase dell’annuncio e quella dell’attuazione: a fronte di circa quattro proclamazioni quotidiane, meno di tre sfociano in un’astensione reale, portando il tasso di mancata attuazione al 34,8%. Tale scostamento – si evidenzia nella Relazione annuale – rappresenta il principale indicatore dell’efficacia del sistema di vigilanza e delle strategie di mobilitazione sindacale: quasi la metà degli scioperi non effettuati è infatti riconducibile all’attività diretta della Commissione attraverso indicazioni immediate e mediazioni, mentre l’altra metà deriva da revoche spontanee legate al successo delle negoziazioni o a residue strategie di visibilità sindacale”.

 

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Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi, illustrata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi. Scioperi, Garante: quasi 3 su 4 a livello locale, dove conflittualità è più soggetta a mediazioni. In generale, riduzione strutturale conflitto in comparti come il credito (-69,2%),
il ferroviario (-50,0%) e l’igiene ambientale (-33,3%), grazie alla chiusura dei cicli contrattuali. Il settore della mobilità passeggeri continua a generare circa un terzo dell’intera attività conflittuale, il Trasporto Pubblico Locale (TPL) conferma maggiori criticità

“La dinamica del conflitto varia sensibilmente in base alla sua dimensione: la conflittualità territoriale, alimentata da criticità aziendali o locali, si conferma il motore quotidiano della protesta – quasi 3 scioperi su 4 avvengono a livello locale, rappresentando il 72,5% delle astensioni totali – ma appare più fluida e soggetta a mediazioni, molto legata a variabili di contesto, con un tasso di attuazione del 61%. Al contrario, lo sciopero nazionale resta l’approdo di vertenze più rigide e difficili da comporre, con un indice di attuazione del 70% (su 383 proclamazioni di azioni, ben 269 sono state effettuate)”. È quanto si legge nella Relazione annuale della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, riferita all’anno 2025, illustrata oggi dalla Presidente, prof.ssa Paola Bellocchi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.
“A livello settoriale, la riduzione appare strutturale in comparti come il credito (-69,2%), il ferroviario (-50,0%) e l’igiene ambientale (-33,3%), grazie alla chiusura dei cicli contrattuali, mentre si registra un inasprimento nei settori caratterizzati da outsourcing e rinnovi mancati, con picchi significativi nel metalmeccanico, nelle telecomunicazioni e nella vigilanza privata.

A livello geografico, la protesta – si evidenzia – resta concentrata nelle aree a maggiore densità abitativa come Campania, Lombardia e Sicilia, con il Nord che guida complessivamente la quota più alta di conflittualità territoriale”. “Il settore della mobilità passeggeri (che comprende Trasporto Pubblico Locale, Ferroviario, Aereo e Marittimo) continua a generare circa un terzo dell’intera attività conflittuale monitorata dalla Commissione. In pratica più di uno sciopero su tre si concentra in questi settori”.

“Tuttavia, le dinamiche interne al settore – si sottolinea nella Relazione del Garante degli scioperi – rivelano tendenze divergenti: mentre il trasporto ferroviario e quello aereo mostrano chiari segnali di raffreddamento (con una riduzione delle astensioni effettive pari, rispettivamente, al 50% e al 18% nel biennio), il Trasporto Pubblico Locale (TPL) si conferma il settore più critico. Alimentato da una dinamica quasi totalmente locale e frammentata, meno sensibile ai cicli di negoziazione nazionale, il TPL – sebbene gli scioperi siano rimasti pressoché stabili nel numero assoluto – ha registrato nel 2025 un netto incremento delle giornate interessate da astensioni, passate dalle 62 dell’anno precedente a 101, evidenziando una persistente difficoltà nella gestione delle relazioni industriali in questo ambito”.

 

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Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi,
illustrata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi
Garante: sciopero politico e guerre
nuove frontiere conflitto

Scioperi selettivi nella logistica degli armamenti pongono in primo piano
il conflitto tra i valori ideali individuali e l’impatto funzionale
sull’intera rete infrastrutturale civile
La Commissione ha dichiarato illegittimi gli scioperi generali del 3 ottobre 2025, proclamati senza preavviso, per protestare contro il blocco
della missione umanitaria Global Sumud Flotilla diretta a Gaza
Solo la difesa dello Stato e delle sue istituzioni da una minaccia esterna,
o la salvaguardia della vita e della sicurezza dei lavoratori durante il servizio,
giustificano uno sciopero immediato

Roma, 23 giugno – “Il 2025 ha segnato l’affermazione di nuove forme di mobilitazione proiettate su uno scacchiere globale, che legano il diritto di sciopero a istanze di politica internazionale. Il dato più innovativo dell’anno in esame è la diffusione di scioperi di natura politica caratterizzati da una forte impronta transnazionale, in cui il conflitto in Palestina e la critica alla cosiddetta ‘economia di guerra’ sono emersi come potenti catalizzatori di mobilitazioni trasversali”. È quanto si legge nella Relazione annuale della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, riferita all’anno 2025, illustrata oggi dalla Presidente, prof.ssa Paola Bellocchi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

“La tensione ideale legata ai drammatici eventi internazionali si è tradotta operativamente anche nella nuova frontiera degli scioperi selettivi nella logistica degli armamenti, mirati esclusivamente al carico e scarico di materiale bellico diretto verso aree di conflitto. Tali azioni, invocate come obiezione di coscienza contro l’economia di guerra, pongono in primo piano il conflitto tra i valori ideali individuali e l’impatto funzionale sull’intera rete infrastrutturale civile. Il blocco, ancorché circoscritto a una specifica spedizione militare, può infatti generare ripercussioni – si evidenzia – sull’operatività e la sicurezza della logistica nazionale, determinando ritardi e disservizi a catena per l’utenza ben oltre l’ambito della singola operazione contestata (Delibera n. 25/254)”.
“Il confine giuridico di questa nuova proiezione globale del conflitto è stato tracciato in occasione degli scioperi generali del 3 ottobre 2025, proclamati senza preavviso per protestare contro il blocco della missione umanitaria Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e dichiarati illegittimi dalla Commissione. Con la chiusura dei procedimenti di valutazione, la Commissione ha sanzionato la scelta dei sindacati di utilizzare lo sciopero immediato come reazione a eventi di politica internazionale”.
“La Commissione – si sottolinea inoltre nella Relazione annuale del Garante degli scioperi – ha chiarito che le eccezioni al preavviso non possono essere estese a fatti di politica internazionale, per quanto drammatici, essendo riservate alla tutela di valori di rango soverchiante rispetto all’ordinario bilanciamento tra diritti costituzionali. Solo la difesa dello Stato e delle sue istituzioni da una minaccia esterna, o la salvaguardia della vita e della sicurezza dei lavoratori durante il servizio, giustificano uno sciopero immediato”.

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Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi,
illustrata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi
Scioperi, Garante: spesso proclamazioni
utilizzate per visibilità mediatica e proselitismo
Per contrastare il fenomeno, la Commissione ha autorizzato le aziende erogatrici, sotto la propria responsabilità, a non dare comunicazione dello sciopero
all’utenza qualora, sulla base di dati oggettivi,
sia ragionevole prevedere che l’astensione non avrà alcun seguito reale
Obiettivo è neutralizzare il cosiddetto “pregiudizio da annuncio”,
tutelando l’utenza da allarmismi ingiustificati

Roma, 23 giugno – “La trasparenza e la tempestività dei flussi informativi sono presupposti essenziali per la consapevolezza dell’utenza e la programmabilità dei servizi. L’esperienza dimostra che il pregiudizio per l’utenza non si produce soltanto con l’astensione dal lavoro il giorno dello sciopero, ma già nel momento della proclamazione, il cui solo annuncio produce effetti immediati e spesso irreversibili sulla regolarità dei servizi. Questa dimensione del conflitto, che precede l’astensione reale e si consuma interamente sul terreno della comunicazione dello sciopero, costituisce un pregiudizio autonomo per il servizio pubblico, anche qualora la partecipazione effettiva dei lavoratori risulti, a posteriori, esigua o nulla (Delibera n. 25/82)”. È quanto si legge nella Relazione annuale della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, riferita all’anno 2025, illustrata oggi dalla Presidente, prof.ssa Paola Bellocchi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

“In tale contesto, la Commissione ha colto l’occasione per evidenziare una dinamica sempre più frequente: l’utilizzo della proclamazione come strumento di visibilità mediatica e di proselitismo di alcune sigle sindacali, alla ricerca di un riflesso di cronaca o di una presenza formale nei calendari delle vertenze. Come esempio limite di azione simbolica vi è il caso, affrontato nell’anno in esame, dello ‘sciopero di un minuto’ nella scuola, che la Commissione – si spiega – ha ritenuto non meritevole di essere inserito negli obblighi informativi del ‘Cruscotto degli scioperi’ della Funzione Pubblica”.

“Per contrastare il fenomeno delle proclamazioni finalizzate a ottenere mera visibilità mediatica, la Commissione ha adottato da tempo una strategia di filtro attivo, confermata anche nell’anno in esame. Si autorizzano le aziende erogatrici, sotto la propria responsabilità, a non dare comunicazione dello sciopero all’utenza qualora, sulla base di dati oggettivi – come l’irrilevante consistenza associativa o lo storico nullo di adesione della sigla proclamante – sia ragionevole prevedere che l’astensione non avrà alcun seguito reale”.
“Questo orientamento – si evidenzia nella Relazione annuale del Garante degli scioperi – mira a neutralizzare il cosiddetto ‘pregiudizio da annuncio’, impedendo che i canali informativi pubblici diventino cassa di risonanza per azioni prive di consistenza reale. L’obiettivo è tutelare l’utenza da allarmismi ingiustificati, preservando l’efficacia della comunicazione per i conflitti realmente impattanti sulla collettività”.

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Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi,
illustrata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi
Scioperi, Garante: moral suasion
e bilanciamento diritti
in modello Protocolli per grandi eventi
La gestione del Giubileo 2025 ha richiesto interventi mirati
per dare concreta applicazione alla cosiddetta ‘franchigia giubilare’
L’efficacia di questo modello è emersa nel maggio 2025,
quando la simultanea proclamazione di tre scioperi ferroviari nazionali
ha coinciso con l’intronizzazione di Papa Leone XIV

Roma, 23 giugno – “In un anno caratterizzato da eventi di portata globale e scadenze internazionali, la Commissione ha adottato un modello di vigilanza operativa basato su mediazione, moral suasion e bilanciamento dinamico dei diritti. La sperimentazione di formule avanzate di concertazione preventiva – quali tavoli di raffreddamento dedicati e protocolli d’intesa – ha delineato un modello metodologico di buone prassi, ormai consolidato ed esportabile per la governance dei settori più sensibili. Il fulcro di questa attività è stato il Giubileo 2025, la cui gestione ha richiesto interventi mirati per dare concreta applicazione alla cosiddetta ‘franchigia giubilare’. Tale misura è stata prevista dal Protocollo tra le parti sociali del novembre 2024, promosso e siglato direttamente presso la Commissione, che ne ha guidato la definizione, per garantire la continuità logistica nazionale durante i grandi eventi religiosi, contemperando il diritto al conflitto con le esigenze eccezionali di accoglienza”. È quanto si legge nella Relazione annuale della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, riferita all’anno 2025, illustrata oggi dalla Presidente, prof.ssa Paola Bellocchi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

“L’efficacia di questo modello è emersa nel maggio 2025, quando la simultanea proclamazione di tre scioperi ferroviari nazionali ha coinciso con l’intronizzazione di Papa Leone XIV. Di fronte al rischio di un collasso della mobilità sotto una pressione senza precedenti per la portata globale del Soglio Pontificio, la Commissione ha promosso un’azione di moral suasion che ha condotto al differimento volontario delle proteste, dimostrando la maturità delle sigle coinvolte e l’efficacia di una consolidata cultura della responsabilità”.
“Si conferma così l’efficacia di un modello basato sul rigore normativo e sul dialogo preventivo con tutte le parti coinvolte, una buona prassi istituzionale – si rimarca infine nella Relazione annuale del Garante degli scioperi – destinata a guidare stabilmente la regolazione del conflitto”.

 

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