(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Comincia a Belém la COP30. La COP30, che si tiene nel cuore dell’Amazzonia, è un passaggio cruciale per il futuro del pianeta, a vent’anni dal Protocollo di Kyoto e dieci dall’Accordo di Parigi. Caritas Italiana, nel numero zero dei Quaderni di Italia Caritas, richiama l’urgenza di una giustizia climatica che unisca la difesa della Terra e dei poveri. Il cambiamento climatico, evidente anche in Italia e nel Mediterraneo — hotspot globale secondo l’IPCC — richiede scelte condivise e coraggiose, poiché il 2024 ha superato la soglia critica di +1,5°C.
La conferenza ruoterà attorno a sei assi strategici: transizione energetica, tutela della biodiversità, agricoltura sostenibile, resilienza urbana, sviluppo umano e strumenti di supporto come finanza e tecnologia.
Caritas America Latina e Caraibi propone tre priorità: perdite e danni, adattamento e finanziamento climatico, intrecciando giustizia sociale e ambientale. La Caritas invita a una conversione ecologica profonda che trasformi stili di vita e politiche, valorizzando esperienze di resilienza e solidarietà. La crisi climatica è anche questione di giustizia, salute e diritti.
Nel cuore dell’Amazzonia, la COP30 si prepara a diventare un crocevia decisivo per il futuro del pianeta. Caritas Italiana, con il numero zero dei Quaderni di Italia Caritas, rilancia l’urgenza di una giustizia climatica che sappia ascoltare il grido della Terra e dei poveri. Il cambiamento climatico, sempre più accelerato e visibile anche in Italia, impone scelte coraggiose e condivise: secondo l’IPCC, il Mediterraneo è tra gli hotspot globali, e il 2024 ha segnato il superamento della soglia critica di più 1,5°C rispetto all’era preindustriale.
La COP30, che si terrà a Belém, segna anniversari cruciali – 20 anni dal Protocollo di Kyoto, 10 dall’Accordo di Parigi – e sarà la prima conferenza ospitata in Amazzonia. Sei gli assi strategici: transizione energetica, tutela della biodiversità, agricoltura sostenibile, resilienza urbana, sviluppo umano e fattori abilitanti come finanza e tecnologia. Caritas America Latina e Caraibi propone tre priorità connesse con gli assi strategici della COP30: perdite e danni, adattamento e finanziamento climatico, intrecciando giustizia sociale e ambientale.
La responsabilità verso il futuro interpella tutti: cittadini, cristiani, istituzioni e naturalmente la Caritas. Serve una conversione ecologica profonda, capace di generare stili di vita sostenibili e politiche inclusive. Le esperienze di animazione comunitaria, come quella di Senigallia dopo l’alluvione, mostrano che la resilienza nasce dalla solidarietà. Tra gli esempi anche i progetti in Bangladesh e in Ecuador.
La sfida climatica è anche una sfida di giustizia, salute, migrazioni e welfare: costruire comunità energetiche solidali, promuovere l’agroecologia, difendere i diritti dei migranti climatici sono azioni concrete per un futuro equo e sostenibile.
