(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
L’indagine ha preso il via nel gennaio del 2003 ed è condotta dalle banche centrali nazionali dei paesi che hanno adottato la moneta unica in collaborazione con la Banca centrale europea. Si rivolge ai responsabili delle politiche del credito delle principali banche dell’area (circa 150); al momento per l’Italia partecipano le capogruppo di undici gruppi creditizi.
L’indagine consente di evidenziare in maniera distinta, da un lato, i fattori che influenzano l’offerta di credito nonché i termini e le condizioni praticate alla clientela e, dall’altro, l’andamento della domanda di credito con le relative determinanti.
L’indagine viene condotta attraverso l’utilizzo di un questionario, periodicamente rivisto e aggiornato (si veda la nota metodologica per maggiori dettagli), contenente ventidue domande con risposta multipla e suddiviso in due sezioni: una si riferisce ai prestiti concessi alle imprese, l’altra al credito concesso alle famiglie (per l’acquisto di abitazioni e per il credito al consumo e altre categorie di prestiti). È inserita inoltre una domanda “aperta” con la quale gli intermediari possono evidenziare aspetti congiunturali del mercato del credito non contemplati negli altri quesiti. I responsabili del credito sono chiamati a esprimere valutazioni sia sugli andamenti del trimestre trascorso sia sulle prospettive per quello successivo. Nel questionario possono, inoltre, figurare domande supplementari in merito ad aspetti di specifico interesse.
////
Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro PRINCIPALI RISULTATI PER LE BANCHE ITALIANE1 2° trimestre 2026 e prospettive per il 3° trimestre del 2026.
Nel secondo trimestre del 2026, i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono stati lievemente allentati. I criteri di concessione dei finanziamenti alle famiglie non hanno registrato variazioni nel comparto dei mutui, mentre sono stati ulteriormente irrigiditi per il credito finalizzato al consumo. Per il trimestre in corso, le banche si attendono criteri di offerta invariati per i prestiti alle imprese e un moderato irrigidimento per i prestiti alle famiglie. Nelle risposte a una domanda aperta, le banche hanno segnalato che i recenti sviluppi geopolitici e sui mercati energetici hanno continuato a riflettersi in un atteggiamento più cauto nella valutazione del rischio di credito.
La domanda di prestiti da parte delle imprese è aumentata, sostenuta principalmente dalle maggiori esigenze di finanziamento di scorte e capitale circolante, nonché dalle operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito. Vi ha anche contribuito l’anticipazione delle richieste di credito per le attese di un ulteriore aumento del costo del finanziamento. La domanda di mutui da parte delle famiglie è rimasta nel complesso stabile, mentre quella di credito finalizzato al consumo è leggermente aumentata, sostenuta principalmente da una maggiore spesa in beni durevoli e da un miglioramento della fiducia dei consumatori. Nel trimestre in corso, gli intermediari si attendono un ulteriore lieve aumento della richiesta di finanziamenti da parte delle imprese e una domanda invariata da parte delle famiglie.
Le banche hanno segnalato un miglioramento delle condizioni di accesso al finanziamento tramite depositi e titoli obbligazionari, a fronte di un lieve peggioramento per la raccolta tramite cartolarizzazioni. Nel trimestre in corso, le condizioni di accesso migliorerebbero per quasi tutte le fonti di finanziamento principali.
Nel primo trimestre del 2026 la quota di crediti deteriorati (NPL) e gli altri indicatori della qualità del credito hanno esercitato un lieve effetto restrittivo solo sulle politiche di offerta per il credito al consumo; per il trimestre in corso gli intermediari si attendono il protrarsi di tale effetto su questa tipologia di prestiti.
Nel primo semestre del 2026 i criteri di offerta sono stati lievemente irrigiditi solo per le imprese manifatturiere ad alta intensità energetica; tali imprese e quelle operanti nei servizi hanno anche aumentato in modo più marcato la propria domanda di credito. Nel semestre in corso gli intermediari si attendono criteri di offerta pressoché invariati e un ulteriore rafforzamento della domanda in particolare nel comparto manifatturiero.
Nei dodici mesi terminanti in giugno i rischi legati al clima e le misure per far fronte ai cambiamenti climatici hanno contribuito ad allentare i criteri d’offerta e a sostenere la domanda di credito delle imprese green e in transizione e dei mutui per gli immobili a maggiore efficienza energetica; per le imprese ad alta intensità di emissioni le banche hanno invece riportato un effetto negativo sui criteri di concessione dei finanziamenti. Gli intermediari si attendono andamenti simili nei successivi dodici mesi.


