“Apprendo con stupore e amarezza che il governo avrebbe intenzione di introdurre un illecito disciplinare delineato con una formula estremamente indeterminata: ‘[…] ogni […] comportamento tale da compromettere l’indipendenza, la terzietà e l’imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell’apparenza ‘.
Ciò verrebbe a costituire un inquietante monito rispetto alle svolgimento delle attività quotidiane e della vita di relazione dei magistrati.
Nell’attesa di una conferma ufficiale di tale notizia e delle valutazioni che gli organi dell’Anm effettueranno, devo esprimere mia personale preoccupazione per una scelta che – ove confermata – troverebbe certamente contrari, ritengo, tutti i gruppi della magistratura associata.
L’Associazione nazionale magistrati in ogni caso saprà farsi interprete delle esigenze e delle sensibilità dei colleghi su questo delicato tema e confido che il Governo vorrà tenere conto delle indicazioni che la stessa Anm potrà esprimere”.
Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi.
