(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Al link seguente saranno disponibili a breve gli atti dell’evento e lo studio completo: https://bit.ly/4hhoUrk
Sul canale YouTube di ANFIA è possibile rivedere il video dei lavori: www.youtube.com/watch?v=oFtm5JlZjrE
Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità 2025. Dopo tre anni si ferma la crescita del fatturato delle imprese della componentistica, in calo del 6% a livello italiano e del -5,6% in Piemonte, dove però si riscontra una riduzione più marcata degli addetti (-2,4%). Risultati migliori solo per motorsport e aftermarket.
Pessimistiche le previsioni per l’anno in corso in termini di fatturato, ordinativi, occupazione e investimenti. Torino, 15 ottobre 2025*** Presentati oggi presso l’Auditorium del MAUTO a Torino i dati relativi alla nuova edizione dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, indagine realizzata ogni anno dalla Camera di commercio di Torino e da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Uno studio sempre molto atteso che mette in luce prospettive e difficoltà di un settore strategico per il Piemonte e per l’Italia, in fase di profonda trasformazione a livello internazionale. Come commentato da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino.
“Il settore automotive vive in un contesto di grande incertezza a causa di diversi fattori concomitanti: crisi internazionali, transizione energetica, mutamento degli equilibri mondiali con la rapida avanzata dell’area asiatica, modifica delle politiche commerciali con l’introduzione di dazi. In un quadro così complesso, le nostre aziende, dopo anni di relativa crescita, subiscono nel 2024 e prevedono per il futuro contrazioni dei ricavi ed effetti sull’occupazione, più accentuati proprio in Piemonte.
Tutte le strategie indagate, dagli investimenti in R&S alla realizzazione di partnership per l’innovazione, dallo sviluppo di nuovi powertrain all’inserimento dell’Intelligenza Artificiale, vivono una fase di attesa in un mercato della mobilità dal futuro non del tutto delineato”. “Dobbiamo riprenderci la leadership europea nell’ambito della transizione energetica e, per farlo, quest’ultima deve cambiare percorso – afferma Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica).
La formula attuale, che segue un approccio mono-tecnologico centrato sull’elettrico sta danneggiando i componentisti europei, i cui prodotti coprono all’incirca il 60% del contenuto tecnologico dei veicoli ICE prodotti in UE, ma solo il 40% circa quando si tratta di veicoli elettrici, con il rischio, secondo CLEPA, di perdere fino al 23% del valore aggiunto al 2030. Auspichiamo, quindi, che la revisione in corso del regolamento UE sui target di riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri vada nella direzione di un approccio tecnologicamente neutrale, che valorizzi il contributo dei carbon neutral fuels – soluzioni tecnologiche innovative già disponibili in grado di salvaguardare competenze industriali e posti di lavoro – al raggiungimento degli obiettivi.
Riteniamo, inoltre, che debba essere accompagnata da adeguate e proporzionate misure di protezione della manifattura europea, anche a salvaguardia del valore aggiunto generato dalla produzione continentale di auto, sistemi e componenti”.
Il contesto internazionale 2023-2024 Nel 2024 l’economia globale ha continuato a crescere, ma con ritmi inferiori rispetto all’anno precedente, in un quadro caratterizzato da un rallentamento del commercio mondiale e da forti incertezze geopolitiche. Le tensioni in Medio Oriente e nel Mar Rosso, l’andamento altalenante dei prezzi energetici e le elezioni in importanti economie occidentali hanno inciso sulla fiducia di imprese e consumatori. Nel 2024 il la domanda mondiale di autoveicoli ha raggiunto 96,2 milioni di unità, con una crescita del +2,8% rispetto al 2023 e del +3,6% rispetto al 2019, confermando, quindi, la tendenza ad un ritorno alla normalità dopo la pandemia, la crisi dei semiconduttori e i rincari energetici.
Un cambiamento strutturale si rileva, tuttavia, nella distribuzione geografica, visto che il baricentro dell’industria automobilistica mondiale si sposta sempre più verso l’Asia, con la Cina (+4,5%; rappresenta quasi un terzo del mercato globale) e l’India (+3%) in primo piano, mentre Europa (+1,5% in EU27+UK), Giappone (-7,5%) e Nord America (+3,1%) perdono progressivamente peso relativo. Mentre in Cina e in India i volumi delle vendite superano i livelli del 2019 (+21,8% e +41,7% rispettivamente), in Europa, Giappone e Nord America restano ancora inferiori (-16,5%, -14,9% e -5% rispettivamente).
Nel complesso, l’area Asia-Pacifico rappresenta oltre la metà della domanda mondiale di autoveicoli e i Paesi BRICS, partendo da circa 35 milioni di veicoli nel 2019, raggiungono quasi 42 milioni nel 2024. Nel 2025 la domanda mondiale di autoveicoli dovrebbe rimanere piuttosto stabile (97 mln, +0,8% vs. 2024). La domanda di autoveicoli in Italia chiude il 2024 a 1,79 milioni di unità, in lieve calo rispetto al 2023 (-0,3%). Se confrontato con il 2019, il calo è invece pari al 15,9%. Per il 2025 si stima che il mercato italiano si posizioni poco sotto i volumi dell’anno precedente (previsioni ANFIA: 1,75 milioni di unità, -2,6% vs. 2024).
La produzione mondiale di autoveicoli si attesta nel 2024 a 93,5 milioni di unità, con una lieve flessione (-0,8%) rispetto al 2023, ma sostanzialmente stabile rispetto ai livelli pre- pandemia (+1,4% sul 2019). È la Cina a dominare, con 31,3 milioni di veicoli prodotti, pari a un terzo della produzione globale (33,5%), in crescita del 3,7% sull’anno e del 21,5% rispetto al 2019, mentre il Nord America si mantiene stabile (-0,3%) e Giappone ed Europa arretrano (-8,5% e –6,3% rispettivamente).
A livello mondiale, nel 2025 la produzione è attesa in crescita a 95,4 milioni di unità (+2% sul 2024), trainata soprattutto dall’Asia, che consolida il proprio ruolo di principale polo manifatturiero del settore Secondo le stime ANFIA, in Italia la produzione domestica di autoveicoli, pari a 591.000 unità, ha chiuso il 2024 con una flessione a doppia cifra (-32,3%), mentre per il 2025 i volumi caleranno ulteriormente (circa 500 mila unità, -15,5%).
L’Osservatorio – Edizione 2025 L’Osservatorio sulla componentistica automotive e sui servizi per la mobilità analizza un nucleo consolidato di aziende costituito da produttori di parti e componenti, integratori di sistemi, fornitori di moduli e imprese di Engineering & Design, a cui nel tempo si sono aggiunti gli specialisti dell’aftermarket e del motorsport, insieme alle realtà più recenti legate all’infomobilità, alla mobilità elettrica e ai servizi innovativi per la mobilità. L’universo conta oggi 2.134 imprese con sede legale in Italia, quasi tutte società di capitale.
LA FILIERA NEL 2024 ITALIA Nel 2024 le 2.134 imprese dell’universo della componentistica automotive nazionale hanno impiegato 168.000 addetti, con un fatturato annuale direttamente riconducibile al settore automotive di circa 55,5 miliardi di euro.

Dopo anni nel complesso favorevoli, il 2024 ha segnato la fine di una fase di crescita, con una contrazione dei ricavi totali pari al -6,0%. I cali più marcati hanno riguardato i fornitori di moduli e integratori di sistemi (-8,2%), gli specialisti (-7,0%) e i subfornitori delle lavorazioni (-6,8%). Anche gli E&D e i subfornitori hanno chiuso l’anno in negativo, con una flessione rispettivamente del 3,8% e del 3,7%. In controtendenza, performance positive per gli specialisti del motorsport (+1,2%) e dell’aftermarket (+0,6%), uniche categorie in crescita. Questi ultimi due segmenti hanno anche registrato l’aumento più significativo del numero di addetti, in un contesto generale di contrazione dell’occupazione (in totale -0,7%), che ha colpito in particolare i sistemisti e modulisti (-2,7%) e i subfornitori (-2,5%).
PIEMONTE La componentistica automotive in Piemonte nel 2024 conta 717 imprese e rappresenta il 33,6% del totale nazionale: resta, pertanto, la prima regione italiana per numero di imprese del settore, seguita dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna (rispettivamente il 27% e il 10,5%). Nel Nord Est si distingue il Veneto (il 9%), nel Centro Italia la Toscana (il 2,9%) e nel Mezzogiorno la Campania (il 3,4%). Nel 2024 le 717 imprese piemontesi hanno prodotto un fatturato stimato in circa 19,9 miliardi di euro e occupato oltre 59.600 addetti. Alle imprese con sede in Piemonte è riconducibile il 35,8% del fatturato nazionale e il 35,5% degli addetti.
