(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«È il momento della chiarezza, del coraggio e del confronto vero»: Questa fase congressuale ha finalmente aperto un dibattito reale sulle idee, sul modello di partito che vogliamo costruire e sul ruolo che Fratelli d’Italia deve avere all’interno della politica trentina. Io sento il dovere di parlare con la massima sincerità ai nostri iscritti e ai nostri elettori, perché oggi abbiamo davanti un passaggio decisivo.
Il partito
Il partito per essere riconosciuto e per crescere necessita di confronto, condivisione e partecipazione, gli elettori devono riconoscere un partito presente sui loro territori e in ascolto delle loro istanze.
Il ruolo del presidente deve essere quello di parlare con il partito e nel partito, solo così potrà rappresentarlo concretamente, non deve essere il portavoce di se stesso e delle proprie esigenze, non deve arroccarsi nella difesa degli interessi di poche unità di militanti.
Il presidente deve essere il garante dell’unità e dell’identità politica del partito, e non l’amministratore di un gruppo ristretto.
Il nodo politico vero: il ruolo del partito nella coalizione
Voglio essere altrettanto chiaro su un altro punto, ancora più importante: il ruolo di Fratelli d’Italia nella coalizione. Quando la collega Gerosa sostiene che io vorrei trasformare il partito in un satellite della coalizione, afferma l’esatto contrario della realtà.
I fatti dicono che, per garantire la sua vicepresidenza, pur prevista dagli accordi, Fratelli d’Italia ha rinunciato a un altro assessorato e soprattutto ha perso tre consiglieri. È stato un prezzo politico enorme, che ha ridotto la nostra forza e la nostra rappresentanza.
Di fatto, il partito è diventato un piccolo sistema orbitante attorno a un unico ruolo istituzionale, un “atomo” politico in cui tutto ruotava attorno all’assessorato, alla persona e alle sue posizioni. Questo modello non ha rafforzato il partito. Lo ha schiacciato. Lo ha reso dipendente. Lo ha privato della sua naturale vocazione: essere una forza protagonista, autonoma, capace di dettare la linea politica e non solo di subirla.
Noi ci differenziamo esattamente su questo. Io voglio un Fratelli d’Italia libero, forte, coerente, capace di rappresentare tutti gli iscritti e il territorio, non una sua frazione. Un partito che guida la coalizione, non che viene guidato.
Una candidatura nata dagli iscritti
Il sostegno che sto ricevendo in queste settimane – fatto di telefonate, incontri, messaggi, disponibilità spontanee – mi conferma che tanti militanti, amministratori e iscritti desiderano un cambiamento vero, un partito più aperto e più partecipato. È da loro che ho tratto la forza per aprire un dibattito che molti ritenevano impossibile.
La mia non è una candidatura costruita nei corridoi, ma tra le persone. È a loro che va il mio ringraziamento più sincero.
Il congresso di Trento e il seggio distaccato di Rovereto
Il congresso si svolgerà a Trento, che rimane il luogo del dibattito, del confronto diretto tra i candidati e dell’esposizione delle linee politiche. È lì che – pur in un tempo non lunghissimo – chi vorrà potrà ascoltare le nostre tesi, le nostre idee e la nostra visione per il futuro del partito.
Diverso è il caso del seggio distaccato di Rovereto, dove si potrà solo votare, senza alcuna possibilità di ascoltare i candidati e senza alcun momento di confronto. Capisco l’intenzione di facilitare la partecipazione, ma questo modello rischia di ridurre una parte dei nostri iscritti a votare “al buio”, basandosi solo su notizie di stampa o informazioni indirette.
Io credo che un partito che vuole crescere debba fare l’opposto: deve creare spazi di confronto, non limitarli; deve accompagnare gli iscritti alla consapevolezza, non alla semplice espressione di una preferenza. Nel futuro dovremo trovare soluzioni più equilibrate: mantenere l’accessibilità al voto, ma garantire a tutti – non solo a chi riesce a raggiungere Trento – la possibilità di ascoltare, capire, intervenire. Il mio impegno è chiaro: riportare la partecipazione al centro della vita del partito.
Guardiamo avanti
Il congresso non è una resa dei conti. È un passaggio di maturità politica.
Io sono pronto a guidare Fratelli d’Italia verso una stagione di crescita, credibilità e unità. Una stagione in cui il partito torni a essere una forza trainante della politica trentina, con piena dignità e autonomia, senza più modelli che lo schiacciano su un’unica figura o lo trasformano in un elemento accessorio della coalizione.
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Cristian Zanetti
Candidato alla Presidenza Provinciale d’Italia – Trento
