(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Incentivi agli affitti lunghi in Val di Non: iniziativa positiva, ma servono criteri omogenei.
UNIAT del Trentino valuta positivamente l’iniziativa promossa in Val di Non per incentivare la locazione a lungo termine di alloggi residenziali. Il numero delle domande già presentate dimostra infatti come anche le amministrazioni locali stiano cercando di dare risposte concrete ad un’emergenza abitativa che coinvolge ormai non solo le fasce più fragili, ma anche lavoratori, giovani coppie e famiglie che non dispongono di una casa di proprietà.
Accanto agli aspetti positivi, il bando presenta però alcune criticità che meritano attenzione.
Il contributo previsto – fino a 2.000 euro annui per quattro anni – viene riconosciuto ai proprietari che applicano canoni non superiori a 800 euro nel Comune di Cles e 600 euro negli altri Comuni della valle, senza però prevedere alcuna distinzione in relazione alla superficie o alla tipologia dell’alloggio. Ne consegue che possono accedere al medesimo contributo sia i proprietari che mettono a disposizione appartamenti di grandi dimensioni mantenendo il canone entro i limiti previsti, sia coloro che affittano miniappartamenti o monolocali che, ai valori indicati dal bando, risultano già sostanzialmente collocati a prezzi di mercato.
In quest’ultimo caso il contributo pubblico rischia quindi di trasformarsi in una rendita aggiuntiva per il proprietario, senza produrre un reale vantaggio sociale, mentre si finisce per penalizzare la messa in locazione degli appartamenti più grandi, generalmente più adatti alle esigenze delle famiglie.
Ulteriori perplessità riguardano inoltre l’assenza di requisiti economico-patrimoniali in capo agli inquilini beneficiari, con il rischio che il beneficio pubblico possa sostenere anche locazioni destinate a soggetti che non presentano particolari condizioni di bisogno abitativo.
Per UNIAT del Trentino queste osservazioni non mettono in discussione la bontà dell’iniziativa, ma evidenziano la necessità di definire una cornice comune per gli interventi che stanno nascendo sul territorio provinciale, con criteri omogenei rispetto ai requisiti di proprietari e inquilini e soprattutto alla misura dei canoni applicabili.
In tale direzione, UNIAT del Trentino invita le amministrazioni locali ad avviare quanto prima il percorso per la definizione degli accordi territoriali previsti dalla disciplina statale delle locazioni degli immobili adibiti ad uso abitativo. In Provincia di Trento esiste già l’accordo per i comuni ad alta tensione abitativa, periodicamente aggiornato, e recentemente è stato sottoscritto anche l’accordo relativo al Comune di Lavis.
Rimane invece necessario aggiornare e ridefinire l’accordo relativo ai cosiddetti “Comuni minori”, sottoscritto nel lontano 2004 e ormai scaduto, così come peraltro è stato recentemente fatto in Provincia di Bolzano. Si ritiene che tale strumento possa essere decisivo nell’individuare criteri omogenei sui quali modellare i futuri interventi delle amministrazioni.
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Enrico Loscialpo Presidente UNIAT del Trentino
