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UIL SCUOLA TRENTO * DDL 75: «CARENZE FORMATIVE, QUALSIASI INTERVENTO SU VALUTAZIONE E RECUPERO DEVE PARTIRE DAL CONFRONTO AUTENTICO CON I DOCENTI»

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19.07 - venerdì 23 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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DdL 75: servono rispetto e fiducia nella scuola che già esiste. UIL: “Come Uil Scuola riteniamo necessario intervenire nel dibattito aperto a margine della presentazione del DDL 75 “Sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacità relazionali degli studenti nel secondo ciclo d’istruzione”.

Condividiamo la necessità di una riflessione sul tema della valutazione e del recupero delle carenze. Tuttavia, proprio perché il sistema di valutazione è un elemento delicato, complesso e strategico del sistema scolastico, una modifica dello stesso richiederebbe in primis lucidità, consapevolezza e conoscenza profonda dell’esistente nonché un metodo fondato sul rispetto e sul coinvolgimento della parte realmente competente, ovvero dei docenti.

Il DDL 75, così come formulato, sembra muoversi in una direzione opposta: introduce nuove procedure, nuovi adempimenti e nuovi strumenti di controllo senza valorizzare né riconoscere il lavoro professionale che i docenti già svolgono quotidianamente all’interno di un sistema che prevede da anni azioni di recupero, di sostegno e di accompagnamento degli studenti.

Desta forte preoccupazione l’implementazione del monitoraggio carenze nel registro elettronico, chiamato a diventare il fulcro di una comunicazione continua e pervasiva dei percorsi di recupero. Questo approccio trasmette da una parte una evidente mancanza di fiducia nell’operato dei docenti e dei consigli di classe, riducendo strumenti didattici e professionali a meri dispositivi di controllo burocratico dall’altra disconosce in partenza uno degli obiettivi dichiarati in premessa ovvero la responsabilizzazione dello studente.

Tale impostazione genera, per i docenti, un ulteriore appesantimento burocratico, procedure, rendicontazioni e monitoraggi continui – infatti – sottraggono tempo, energie e risorse mentali alla didattica, alle relazioni educative e alla qualità dell’insegnamento.
Il controllo e il monitoraggio continuo non perseguono certamente uno degli obiettivi dichiarati nel DDL: la responsabilizzazione degli studenti. Riteniamo discutibile che si possa attribuire la carenza alla “capacità relazionale”, ambito molto ampio che ricomprende tutte le soft skill.

Analogamente, le previsioni sull’obbligatorietà delle attività di recupero e sulle modalità di ammissione agli anni successivi presentano margini di ambiguità tali da indebolire, anziché rafforzare, il patto educativo tra scuola, studenti e famiglie. Un effetto immediato sarà anche quello di scombinare la pianificazione delle ferie delle famiglie e di ostacolare la partecipazione degli studenti ad attività di arricchimento disciplinare e formativo possibili solo nei mesi estivi.

La scuola oggi non ha certo bisogno di nuove architetture procedurali né di ulteriori livelli di regolazione formale. Ha bisogno di sburocratizzazione, di stabilità normativa, di investimenti strutturali (a partire dalla riduzione del numero di studenti per classe).
Come Uil Scuola ribadiamo che qualsiasi intervento sulla valutazione e sul recupero delle carenze formative non possa prescindere da un confronto sereno, autentico e rispettoso con i docenti. Senza questo dialogo, che rappresenterebbe una positiva svolta, ogni riforma rischia di essere inefficace, se non addirittura dannosa per il buon funzionamento della scuola e per il successo formativo degli studenti.

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