(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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STATI GENERALI Rinascimento Nazionale / think tank di Futuro Nazionale – 30 MAGGIO – “Una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”: Il prof. Mario Conetti ragiona di sopravvivenza dell’identità culturale italiana in un’epoca di sradicamento, frammentazione e smarrimento storico».
Castello Sforzini di Castellar Ponzano —
«“Una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”. Già nel titolo dell’intervento del professor Mario Conetti è racchiusa una delle questioni decisive del nostro tempo: la sopravvivenza dell’identità culturale italiana in un’epoca di sradicamento, frammentazione e smarrimento storico».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, annunciando la pubblicazione del contributo del professor Mario Conetti nel dibattito preparatorio degli Stati Generali “Nord-Ovest chiama Italia” organizzati dal Centro Studi Rinasimento Nazionale – think tank di Futuro Nazionale con Vannacci, convocati per il 30 maggio 2026 presso il Castello di Castellar Ponzano.
«Il testo di Conetti — prosegue Sforzini — ha il merito raro di affrontare senza conformismi e senza timidezze il nodo centrale della crisi italiana: la perdita del contatto con la tradizione. Non come nostalgia folkloristica, ma come rottura concreta della continuità culturale che tiene insieme una civiltà».
Nel suo intervento, il professor Conetti individua alcuni pilastri fondamentali dell’identità italiana — famiglia, scuola, culture locali, memoria storica, trasmissione intergenerazionale — denunciando apertamente i processi di dissoluzione culturale che negli ultimi decenni hanno colpito l’Italia e l’Europa occidentale.
«Colpisce — osserva Sforzini — la lucidità con cui viene smontata l’illusione della cosiddetta “società multiculturale” come paradigma neutrale o inevitabile. Conetti ribalta il luogo comune dominante e pone una domanda radicale: può sopravvivere una civiltà che smette di trasmettere se stessa?».
Il contributo affronta anche il tema della valorizzazione delle “piccole patrie”, delle identità territoriali e del patrimonio culturale diffuso, proponendo strumenti concreti per sostenere operatori culturali, tradizioni locali e percorsi educativi fondati sulla storia nazionale italiana.
«Questo intervento — conclude Sforzini — dimostra perfettamente quale sarà il metodo degli Stati Generali del 30 maggio: non una manifestazione effimera, ma un luogo di elaborazione seria, alta, perfino controcorrente. Mentre il dibattito pubblico italiano si riduce spesso a slogan o polemiche di giornata, noi vogliamo tornare a discutere le fondamenta culturali, spirituali e storiche della Nazione».
Gli Stati Generali “Nord-Ovest chiama Italia” riuniranno al Castello di Castellar Ponzano studiosi, amministratori, professionisti, imprenditori e rappresentanti territoriali per avviare una riflessione strategica sul futuro dell’Italia, della sua identità e della sua classe dirigente.
L’intervento completo a questo link:
