(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese in Trentino. Anno 2023. L’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) è un fattore cruciale per la competitività delle imprese. Nel 2023 le imprese trentine con almeno 10 addetti presentano livelli di digitalizzazione più elevati rispetto alla media di Nord-est, Italia e Unione europea.
In Trentino, le imprese che raggiungono un livello di digitalizzazione “alto” o “molto alto” sono il 28,7%, a fronte del 25,9% del Nord-est, del 22,2% italiano e del 25,2% dell’Unione europea. Nel 2019 la quota di imprese trentine allo stesso livello di digitalizzazione era inferiore (15,8%), segno che vi è stata un’intensificazione nell’uso di tecnologie digitali negli ultimi anni.
L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) presenta i risultati per il Trentino e per l’anno 2023 della “Rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese”. Come indicato nella Nota metodologica, la rilevazione è a titolarità Istat; i dati fanno riferimento alle imprese con 10 addetti o più attive e aventi sede in provincia di Trento.
Nella prima parte il report approfondisce l’intensità di utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communications Technology – ICT) da parte delle imprese trentine attraverso l’analisi dell’indice composito di digitalizzazione (Digital Intensity Index) proposto da Eurostat. Nella seconda parte viene presentata più nel dettaglio la situazione delle imprese trentine rispetto all’utilizzo di alcune tecnologie digitali: accesso a Internet, fruizione di siti web aziendali e dei social media, e-commerce, impiego di sistemi di cloud computing e di analisi dei dati, impiego di tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA). Ove possibile sono riportati confronti con altri livelli territoriali.
Nella parte conclusiva vengono presentati i primi risultati dell’indagine panel1 sulle microimprese trentine svolta da ISPAT nel 2023, approfondendo gli aspetti relativi all’impiego di siti web aziendali, di servizi informatici e di IA. Si intende così arricchire l’informazione statistica sul tema allargando lo sguardo anche a un campione di imprese dimensionalmente più piccole (con meno di dieci addetti) che rappresentano il 94% del tessuto produttivo locale.
Livello di digitalizzazione
❖ Nell’ambito della digitalizzazione il comportamento delle imprese2 viene valutato rispetto a 12 caratteristiche specifiche che contribuiscono alla definizione dell’indicatore composito denominato da Eurostat Digital Intensity Index (DII). L’indice viene calcolato utilizzando 12 requisiti3, tra cui la quota di addetti connessi a Internet, l’impiego di tecnologie di Intelligenza Artificiale, la velocità di connessione a Internet, l’uso dei social media, la vendita di prodotti e servizi online.
❖ Nel 2023 più di una impresa trentina su quattro adotta almeno 7 attività digitali sulle 12 utilizzate per comporre il DII: il 21,1% si colloca a un livello di digitalizzazione “alto” (da 7 a 9 attività digitali) e il 7,6% a un livello “molto alto” (da 10 a 12 attività). Le imprese italiane registrano mediamente utilizzi inferiori: 19,0% nel livello “alto” e 3,2% nel livello “molto alto”; risultati analoghi emergono per le imprese del Nord-est (rispettivamente 22,2% e 3,7%) e dell’Unione europea (20,2% e 5,0%).
❖ Considerando il macrosettore di attività economica, i maggiori livelli di digitalizzazione in Trentino sono presenti tra le imprese che offrono servizi non finanziari (24,5% livello “alto” e 12,3% livello “molto alto”) e tra le imprese manifatturiere (rispettivamente 26,0% e 1,2%), mentre per il 58,5% delle imprese che si occupano di costruzioni si rileva un livello di digitalizzazione “molto basso”.
❖ Se si prendono in esame le dimensioni aziendali, emerge come le imprese più piccole incontrino maggiori difficoltà nella digitalizzazione, mentre le imprese più strutturate mostrano livelli di
digitalizzazione più elevati. La percentuale di imprese con un livello di digitalizzazione “molto basso”, infatti, passa dal 31,9% della classe 10-49 addetti al 14,4% delle imprese con oltre 250 addetti. Analogamente, la quota di imprese con livello di digitalizzazione “molto alto” passa dal 7,3% delle più piccole al 23,8% delle più grandi.
❖ Rispetto ai risultati del 2019 emerge un miglioramento complessivo. In particolare, si riduce la quota di imprese trentine con DII “molto basso”: erano il 43,4% contro il 30,5% del 2023. Il dato relativo alle imprese italiane vede un movimento analogo, anche se di minore intensità: dal 41,8% al 38,7%. Il settore dei servizi (non finanziari) presenta in Trentino gli sviluppi maggiori, con il 12,3% di imprese digitalizzate a livello “molto alto” (nel 2019 erano l’1%). Guardando alle classi di addetti, le imprese più grandi (250 addetti e oltre) con livello “molto alto”, passano dal 7,3% al 23,8%.
❖ Considerando i risultati economici delle imprese trentine si nota come al crescere dei livelli di digitalizzazione aumenti il ricavo medio annuo; questo sembra valere in particolare per le imprese con ricavi superiori ai 30 milioni di euro: due su tre si posizionano a un livello di digitalizzazione particolarmente sviluppato, distinguendosi nettamente dalle imprese con ricavi inferiori.
❖ La stessa particolarità è evidente anche per quanto riguarda i ricavi medi per addetto. L’indicatore aumenta in corrispondenza dell’indice DII “alto” e “molto alto”: questo livello riguarda il 29,7% delle imprese con ricavi
per addetto inferiori ai 120 mila euro e il 40,2% delle imprese con ricavi per addetto superiori ai 330 mila euro.
❖ Considerando nel dettaglio le caratteristiche della transizione digitale, si ha la conferma che i 12 indicatori considerati nel DII non sono neutrali rispetto alle attività economiche svolte dalle imprese. Il settore dei servizi (non finanziari) presenta valori quasi sempre maggiori della media trentina, in particolare per la diffusione dell’impiego di Internet tra gli addetti (DII 1), per l’utilizzo di software nella gestione delle relazioni con i clienti (Customer Relationship Management – CRM) (DII 7), per l’e-commerce (DII 11 e 12). Il settore manifatturiero si distingue dalla media provinciale per l’acquisto di servizi di cloud computing (DII 5 e 6), per l’uso dei social media (DII 7 e 10) e per l’impiego di software nella pianificazione delle risorse d’impresa (Enterprise Resource Planning – ERP; DII 8). Il settore delle costruzioni conferma la bassa digitalizzazione in tutti gli indicatori.
❖ Nel confronto territoriale, i valori del Trentino sono sostanzialmente in linea con quelli del Nord- est e dell’Italia, ad eccezione delle voci relative al cloud computing (DII 5 e 6), all’utilizzo dei social media (DII 7 e 10) e alle vendite online (DII 11 e 12), dove si registra un vantaggio rispetto alle altre regioni. Nel confronto con i 27 Paesi dell’Unione europea spicca il dato relativo all’acquisto di servizi di cloud computing, in cui l’Ue manifesta un rallentamento. Per quanto riguarda, invece, l’adozione di tecnologie di analisi dei dati (DII 4), Trentino e Italia sono a un livello più basso di quello europeo.
Imprese con almeno 10 addetti per utilizzo di sistemi di ICT
Accesso a Internet e velocità di connessione
❖ La percentuale di imprese che dispongono di accesso a Internet in Trentino passa dal 95,5% del 2013 al 99,2% del 2023. Nel confronto territoriale, la variazione maggiore dal 2013 si registra nel Mezzogiorno, con un aumento di 6,5 punti percentuali, indicando un significativo miglioramento nell’accesso alle tecnologie digitali anche al Sud. A livello nazionale, la media per il 2023 è pari al 97,8%, con un aumento di 4,7 punti percentuali in dieci anni.
❖ Focalizzandosi sulla velocità di connessione a Internet (rilevata nel DII all’indicatore 3), in Trentino quasi nove imprese su dieci (89,1%) dispongono di una connessione Internet veloce (pari o superiore a 30 Mbit/s), una quota superiore a quella rilevata nel Nord-est (85,8%), in Italia (84,8%) e in Ue (85,3%). Nel dettaglio, il 28,9% delle imprese trentine dispone di una connessione compresa tra 30 Mbit/s e 100 Mbit/s, con il settore dell’energia che raggiunge una punta del 47,8%. Quasi un quarto delle imprese trentine sfrutta una velocità di connessione pari o maggiore a 1 Gbit/s (23,7%), con il settore dei servizi (non finanziari) che raggiunge il 31,3%.
❖ Tra 2020 e il 2023 si evidenzia un aumento generalizzato delle imprese connesse a Internet a una velocità di connessione pari o superiore a 100 Mbit/s. Il Trentino mostra una crescita molto significativa: la quota di imprese con connessione Internet pari almeno a 100 Mbit/s raddoppia, raggiungendo il 60,8% e superando l’Alto Adige, che si ferma al 54,9%. A livello nazionale si riscontra una crescita più contenuta (14,7 punti percentuali), arrivando al 49,7%, una quota analoga a quella delle altre ripartizioni territoriali.
❖ Nel confronto regionale il Trentino ricopre dunque il primo posto per quota di imprese con velocità di
connessione a Internet in download pari almeno a 100 Mbit/s. È seguito dall’Umbria (56,2%), dall’Alto Adige (54,9%) e dalla Campania (54,0%). Si riscontrano le percentuali più contenute in Molise (39,0%), Calabria (35,8%) e Marche (33,0%).
Sito web aziendale
❖ L’utilizzo di un sito web aziendale è una pratica ormai comune, come dimostra il dato medio provinciale pari al 90,7% delle imprese. A livello settoriale si riscontra una distribuzione sostanzialmente uniforme, con il settore energetico al vertice con il 93,6% e il settore delle costruzioni che chiude con l’85,7%.
❖ Confrontando i risultati del 2019 e del 2023 si riscontra un notevole aumento delle imprese presenti in Internet con un proprio sito web. L’incremento risulta generalizzato in tutti i settori economici, con le imprese attive nella fornitura di energia che evidenziano la crescita più significativa, passando dal 64,4% al 93,6%.
❖ Il confronto tra macroaree geografiche permette di evidenziare alcuni squilibri. Le province di Trento e Bolzano si collocano sopra al 90%, con il Trentino che dal 2013 al 2023 cresce di 13,3 punti percentuali; le imprese del Nord si posizionano sopra la media nazionale, con una crescita analoga nel decennio. L’incidenza di imprese con un sito web nel Centro e nel Mezzogiorno aumenta di circa 6 punti percentuali ma rimane al di sotto della media nazionale.
❖ I siti web aziendali presentano inevitabilmente un ampio ventaglio di servizi offerti. Per quanto riguarda le imprese trentine, il 70,2% dei siti fornisce descrizioni dettagliate di prodotti e servizi, insieme alle informazioni sui prezzi. Il 37,1% rende disponibile il contenuto in almeno due lingue, estendendo così la sua visibilità a un pubblico internazionale. L’inserzione di annunci di lavoro o la possibilità di autocandidarsi via web sono disponibili per il 27,7% delle imprese. Più di un’azienda su cinque offre, infine, un servizio fondamentale per l’e-commerce come la possibilità di effettuare acquisti o prenotazioni online.
Utilizzo dei social media
❖ I social media sono ormai un elemento cruciale per la strategia di comunicazione e marketing delle imprese, offrendo nuove opportunità di crescita e sviluppo in un mercato sempre più competitivo e digitalizzato. Nelle relazioni online con la clientela, il 68,2% delle imprese trentine fa uso di almeno un social media (DII 7) e il 37,3% ne impiega almeno due (DII 10); in questo ambito le imprese del Nord-est presentano mediamente livelli inferiori (rispettivamente 60,9% e 32,0%); analogamente si osserva in Italia (57,3% e 28,5%) e in Europa (60,9% e 31,4%).
❖ Per le imprese trentine il picco si concentra nella fruizione dei social network (come LinkedIn, Facebook, ecc.), con un valore percentuale di 66,8%, seguito dall’uso di siti web o app di condivisione (YouTube, Instagram, ecc.), che si attesta al 37,7%. Analizzando i macrosettori economici, emerge che le attività manifatturiere e i servizi (non finanziari) sono quelli che sfruttano maggiormente questo canale.
❖ Nel tempo si evidenzia una tendenza crescente all’utilizzo di almeno un social media da parte delle imprese. In Trentino si registra l’incremento maggiore tra 2016 e 2023, pari a 18,4 punti percentuali, portando al 68,2% la quota di imprese che fanno uso di almeno un social media. Nel confronto territoriale, l’Alto Adige mostra un livello lievemente superiore, pur essendo cresciuto con minor intensità nel periodo. Le imprese del Nord-est e italiane si posizionano a livelli inferiori.
E-commerce
❖ Il commercio elettronico è un modo di fare business ormai consolidato. Viene considerato in due indicatori dell’indice di digitalizzazione: DII 11 e DII 12. Il primo si riferisce alle imprese che raggiungono un valore delle vendite online superiore all’1% dei ricavi totali: in Trentino sono il 20,0%, mentre a livello nazionale si fermano al 13,5% e in Unione europea al 19,7%. Il secondo indicatore considera le imprese che presentano vendite via web superiori all’1% dei ricavi totali e che effettuano vendite business to consumer (B2C) superiori del 10% dei ricavi via web: in Trentino sono il 15,8%, in Italia l’8,3% e in Ue il 10,6%
❖ Guardando al complesso delle vendite online sia web, sia con sistemi di tipo EDI (Electronic Data Interchange), l’Alto Adige è al primo posto a livello nazionale con un valore percentuale di 32,7%. Il Trentino, pur registrando una percentuale inferiore rispetto all’Alto Adige, mantiene comunque un valore significativo (27,1%) se confrontato con la media nazionale (19,1%). Nel confronto con il 2013 si osserva lo sviluppo del commercio elettronico in diverse regioni: la Sardegna registra un incremento di ben 22,1 punti percentuali, mentre il Molise mostra la variazione più contenuta, passando dal 4,0% al 9,9% di imprese che vendono online.
Sistemi di cloud computing
❖ L’utilizzo di sistemi di cloud computing è rilevato in due dei dodici parametri dell’indice di digitalizzazione, che riguardano l’acquisto di sistemi di cloud computing di qualsiasi tipo (DII 5) e i sistemi di cloud computing intermedi o sofisticati (DII 6). Per quanto riguarda il primo, il 69,0% delle imprese trentine acquista servizi di cloud, una quota superiore a quella del Nord-est (61,1%), dell’Italia (61,4%) e molto più alta della media europea (45,2%). Il distacco con i territori di confronto è maggiore nell’impiego di servizi di cloud intermedi o sofisticati, che riguarda il 66,6% delle imprese trentine contro il 54,8% delle imprese del Nord-est, il 55,1% di
quelle italiane, il 38,9% di quelle europee.
❖ Tra le imprese trentine che impiegano sistemi di cloud computing, la maggior parte adopera servizi di base, come posta elettronica o PEC (94,0%), ma anche servizi di cloud computing sofisticato, come le applicazioni software di sicurezza (ad esempio, programmi antivirus, controllo di accesso alla rete) (90,9%). Gli altri servizi cloud più adottati fanno riferimento all’archiviazione di file su server esterno (64,2%) e alle applicazioni
software per ufficio (62,5%).
❖ Guardando i settori economici, le imprese manifatturiere trentine sono quelle che più utilizzano sistemi di cloud (84,7%), mentre il settore delle costruzioni si conferma sotto la media provinciale, con solo il 52,5% delle imprese che acquistano questi servizi. Non emergono particolari differenze sul tipo di servizi cloud adottati.
❖ L’acquisizione di servizi di cloud computing vede un incremento tra il 2016 e il 2023. Questa tendenza positiva accomuna tutti i territori considerati: il Trentino si distingue per la crescita più alta (la quota di imprese interessate al cloud aumenta di 46,5 punti percentuali), seguito dall’Italia (+39,9 punti percentuali). Il Nord-est si conferma area dinamica (+37,2 punti percentuali), mentre l’Alto Adige registra un aumento più contenuto (+13,3 punti percentuali), dovuto a un ridimensionamento negli ultimi anni.
Analisi dei dati
❖ Il 41,3% delle imprese trentine adotta un software per la pianificazione delle risorse aziendali (Enterprise Resource Planning – ERP; misurato nel DII 8); un livello leggermente inferiore a quello dei territori di riferimento (Nord-est 46,6%; Italia 42,2%; Unione europea 43,3%). Una quota inferiore (22,6%) utilizza un software specifico per la gestione delle informazioni sui clienti (ad esempio relazioni o transazioni) (Customer Relationship Management – CRM; misurato nel DII 9); anche in questo caso si tratta di una percentuale lievemente più bassa dell’Unione europea (25,8%), ma superiore al livello medio del Nord-est (22,0%) e a quello italiano (19,2%).
❖ In Trentino il 26,8% delle imprese impiega innovazioni tecnologiche avanzate per l’analisi dei dati come supporto al processo decisionale al fine di ottimizzare i processi e migliorare le prestazioni aziendali (DII 4). A livello nazionale la quota di imprese che effettuano analisi dei dati attraverso risorse interne o esterne è simile (26,6%), mentre in Unione europea è maggiore (33,2%). Nello specifico, le imprese trentine che effettuano analisi dei dati internamente sono il 26,3%, mentre quelle che ricorrono ad aziende esterne o altre organizzazioni (ad esempio l’università) sono il 9,8%.
❖ Nella manifattura e nella fornitura di energia è maggiore la quota di imprese che eseguono analisi dei dati, registrando rispettivamente percentuali del 31,6% e del 46,4%. Ancora una volta, il settore delle costruzioni presenta la percentuale inferiore, pari al 14,7%.
Intelligenza Artificiale (IA)
Il 6,8% delle imprese trentine usa almeno una delle sette tecnologie di Intelligenza Artificiale (IA) analizzate (ad esempio, analisi di documenti di testo, identificazione di oggetti o persone sulla base di immagini o video, tecnologie per il movimento delle macchine tramite decisioni autonome; l’indicatore è misurato con il DII 2). La percentuale risulta leggermente superiore a quella del Nord- est (6,4%) e di quella italiana (5,0%), ma inferiore a quella dell’Unione europea (8,0%).
❖ Le imprese del settore energetico si distinguono per l’utilizzo di IA (20,4%), seguite con percentuali analoghe dalle imprese manifatturiere e dai servizi (non finanziari). Tra le imprese di costruzioni l’impiego dell’Intelligenza Artificiale è quasi nullo (0,9%).
❖ Tra gli otto ambiti di utilizzo di IA analizzati, i più frequenti riguardano la produzione di prodotti e servizi (57,1%), le strategie di marketing o vendita (42,8%), la sicurezza ICT (38,3%).
