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PACCHER (LEGA) * REPLICA AD ASSESSORI COMUNE TRENTO: “BLOCCO TANGENZIALE, IANESELLI SI FA SCUDO, NEL TENTATIVO DI GIUSTIFICARE UNA SCELTA ISTITUZIONALMENTE SBAGLIATA”

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16.48 - sabato 4 ottobre 2025

Una nota congiunta della giunta comunale di Trento, contro la Lega e in difesa del sindaco Ianeselli, per giustificare la partecipazione a un corteo che ha bloccato la tangenziale: è qualcosa di incredibile, di polemico e di pretestuoso.

Con tutto quello che accade in città, anche sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza, non si era mai vista una simile mobilitazione politica d’ufficio, neppure ai tempi del Covid.

Mi colpisce la rapidità con cui l’intera Giunta si è mossa per difendere il sindaco Ianeselli, come se la priorità oggi fosse quella di scrivere comunicati di gruppo anziché governare una città che ha bisogno di risposte concrete.

È singolare che si trovi il tempo per redigere una nota collettiva, ma non per interrogarsi su cosa significhi, per un sindaco, partecipare in prima persona a un corteo che blocca una delle principali arterie di Trento.

Quella manifestazione ha paralizzato la tangenziale per ore, creando disagi ai cittadini, agli operatori e ai mezzi di emergenza. E mentre la città restava ferma, chi la amministra non solo assisteva, ma sfilava in corteo, per poi farsi scudo di tutta la Giunta nel tentativo di giustificare una scelta che istituzionalmente resta sbagliata. È un cortocircuito politico e morale. Perché un sindaco rappresenta tutti, anche chi non manifesta e sorprende che un giorno chieda l’intervento dell’esercito pet garantire la sicurezza e quello dopo marci in testa a chi blocca la ferrovia e tenta di interrompere l’autostrada.. Nel momento in cui abdica al suo ruolo di equilibrio per mettersi alla testa di una piazza, smette di essere garante e diventa di parte.

È curioso poi leggere il paragone con il concerto di Vasco Rossi, una vera e propria ossessione, evocata di continuo dalla sinistra.. Quella fu un’altra storia: un evento annunciato con oltre un anno di anticipo, pianificato nei minimi dettagli, con piani di sicurezza, corsie d’emergenza, servizi alternativi e informazione capillare.

Non un’improvvisazione, ma un’organizzazione. Qui, invece, si è trattato di un blocco improvviso, senza regole, senza rispetto per chi lavorava o semplicemente doveva spostarsi. Confondere le due cose non è solo sbagliato: è offensivo per l’intelligenza dei cittadini.

I dati poi parlano chiaro: allo sciopero generale ha aderito una percentuale non più alta del 5% dei lavoratori, con minimi anche del 3%, cifre risibili che raccontano un malessere costruito più dai professionisti del dissenso che dal mondo del lavoro vero.

In piazza c’era di tutto: sindacalisti di carriera, militanti di lungo corso, i soliti contrari a tutto, perfino qualche no-vax riciclato per l’occasione. Una piazza variegata, certo, ma tenuta insieme solo dallo scontento. Cavalcarlo è facile. Governarlo, molto meno.

Non è la Lega a mancare di rispetto, come scrivono in Comune. Il rispetto si misura con i fatti, non con gli slogan. E ieri, a mancare di rispetto, è stato chi ha scelto di guidare una manifestazione che ha bloccato una città intera. Franco Ianeselli e la sua Giunta si assumano la responsabilità politica e morale di quel gesto, senza cercare alibi in paragoni improbabili. Perché amministrare non è fare opposizione permanente: è saper dire dei sì e dei no, anche quando non conviene.

Roberto Paccher
Consigliere provinciale – Lega Salvini Trentino

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