(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Parcheggi in centro, la Giunta boccia la sperimentazione della “seconda ora gratuita”. Onda: «Scegliete di desertificare il cuore di Trento e sacrificare il commercio di prossimità» Siamo profondamente deluse dalla bocciatura, da parte della Giunta comunale, dell’Ordine del Giorno collegato al DUP 2026-2028 che proponeva l’attivazione sperimentale della seconda ora gratuita nei parcheggi dell’area centrale storica (tariffa 2,20 euro l’ora).
La nostra proposta nasceva da un’analisi allarmante dei dati della Camera di Commercio: dal 2010 al 2024 Trento ha perso ben 159 esercizi commerciali in sede fissa. Una “desertificazione” causata dall’esplosione dell’e-commerce e dalla concorrenza della grande distribuzione, che mette a rischio non solo l’economia, ma il ruolo di presidio sociale e culturale che svolgono i negozi di vicinato. Mentre il Comune punta tutto sul potenziamento dei parcheggi di attestamento periferici, la nostra proposta mirava a dare ossigeno immediato al centro storico. Riteniamo che l’attuale politica della sosta sia insufficiente, se non controproducente. La sola mezz’ora gratuita del sabato pomeriggio spinge l’utente a una fruizione “mordi e fuggi”.
Al contrario, la seconda ora gratuita da lunedì al sabato nella fascia oraria 8.00-19.30 avrebbe permesso ai cittadini di vivere il centro con calma, incentivando acquisti e socialità. Non chiedevamo una liberalizzazione selvaggia, ma una sperimentazione di 6 mesi monitorata con dati empirici su flussi e impatto economico, in collaborazione con le associazioni di categoria. Privilegiare esclusivamente i parcheggi di attestamento significa, di fatto, rinunciare a rendere il centro accessibile a chi, per necessità o età, ha bisogno di prossimità. Sacrificare la funzionalità dei parcheggi centrali in nome di una visione puramente teorica della mobilità significa voltare le spalle a centinaia di commercianti e residenti. Agevolare l’accesso ai parcheggi centrali non è un favore alle auto, ma una misura concreta per sostenere l’identità culturale e commerciale di Trento.
Bocciare questa sperimentazione significa ignorare una crisi profonda e privare il centro del flusso vitale di cui ha disperatamente bisogno. Siamo inoltre convinte che il Documento Unico di Programmazione non possa restare un insieme di principi astratti, ma debba tradursi in azioni che tutelino davvero la vivibilità e l’economia della nostra città.
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Alessia Tarter,
Giulia Bortolotti
Gruppo Consiliare Onda
Comune di Trento
