(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La più bella riforma costituzionale degli ultimi decenni purtroppo ha pagato il prezzo di una campagna mediatica di disinformazione e di denigrazione basata su argomenti inventati da parte del fronte del NO supportato dalla sinistra che, anziché entrare nel merito del referendum, lo ha utilizzato per proporre un voto di sfiducia verso il governo Meloni. Una ossessione ormai, tanto più che lo stesso Presidente del Consiglio ha dichiarato che il governo durerà per l’intera legislatura a prescindere dall’esito del referendum.
Gli italiani, però, domenica e lunedì avranno l’opportunità di scegliere se tenersi una ottima riforma della giustizia o rimanere con il sistema della lottizzazione politica della magistratura e delle correnti ideologizzate, in perenne contrasto con le leggi su legalità e immigrazione messe in campo dalla coalizione di governo”. E’ quanto dichiara il deputato Alessandro Urzì, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Costituzionali e coordinatore regionale, che spiega:
“Oggi ci sarà la chiusura della campagna referendaria a Bolzano con Fratelli d’Italia, la Lega e Forza Italia. Importante il supporto espresso dalla lista civica per Bolzano presente con una propria delegazione assieme ai comitati per il sì, tra questi, quello rappresentato in regione da Alessandro Forest”.
Urzì ribadisce: “Questa non è una riforma né di destra né di sinistra ma solo di buon senso, sostenuta da parlamentari di Azione, Italia viva, + Europa e anche da esponenti del partito democratico che aveva inserito nelle proprie tesi congressuali solo pochi anni fa la separazione delle carriere. Posizione oggi rimangiata con una incredibile inversione a U dello stato maggiore del partito democratico che rinnega la propria linea di sempre. La riforma ha una sola colpa, quella di essere stata fatta dal centrodestra. La casta delle correnti che ha occupato le posizioni di potere nel sistema della giustizia italiano è terrorizzata dalla vittoria del Sì, dall’introduzione del sorteggio fra coloro che possono vantare i titoli per la composizione dell’organo di alta amministrazione dei CSM, ora sdoppiato, dalla separazione delle carriere dei giudici che giudicano gli imputati e dei pubblici ministeri che sostengono l’accusa.
Che garanzia c’è per i cittadini? Come se in un derby Milan Inter l’arbitro scendesse in campo con la maglietta di una delle due squadre. E poi l’alta corte disciplinare, indipendente, perché i magistrati che sbagliano paghino i propri errori. Lo Stato ha pagato sinora per ingiuste detenzioni 1 miliardo di euro di risarcimenti. Migliaia di persone hanno scontato senza avere alcuna colpa periodi di custodia. E a fronte di tutto questo fra il 2017 e il 2024 c’è stato solo un caso di trasferimento disciplinare. Un orrore che va sanato”, conclude Urzì.
