(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Mi unisco sinceramente commossa alle manifestazioni di cordoglio per la prematura e dolorosa scomparsa di Michele Lanzingher.
Creatore unico e straordinario di innovazione, capace di metterla a terra per la più ampia divulgazione del sapere, per quel ruolo educativo e sociale che può svolgere la cultura verso la generalità delle persone.
Pioniere a livello nazionale, coglieva i movimenti avanguardisti nel mondo, se ne faceva coprotagonista e li riusciva a trasportare nella piccola realtà trentina, facendo diventare la “sua” creatura il MUSE un luogo di elaborazione della conoscenza condivisibile e condivisa.
La comunità trentina gli deve molto, per aver concretizzato visioni, pensiero e crescita culturale, contribuendo a far diventare il nostro territorio un luogo di produzione culturale e attrattivo per scuole, famiglie, studiosi.
Non dimenticherò la nostra intensa e proficua collaborazione, quando lui era direttore del Muse e io assessora provinciale.
Siamo stati insieme in Tanzania nel 2018 all’inaugurazione del Centro visitatori del Parco nazionale dei Monti Udzungwa nella foresta della Tanzania, dove il MUSE ha il centro di ricerca e monitoraggio di un ambiente straordinario, riprodotto nella sua celebre serra tropicale.
Andammo insieme anche a visitare i progetti di cooperazione internazionale della Provincia, in quella zona, condividendo lo scopo sociale della cultura.
Diceva che “il ruolo di un museo della scienza moderno è ricerca e attività di studio, ma anche conservazione ambientale sostenibile, realizzata con il consenso delle popolazioni, capace di creare, soprattutto grazie all’ecoturismo, occasioni di lavoro e di sviluppo”.
Era uno scienziato di prim’ordine ma soprattutto un uomo dal tratto gentile, sempre disponibile a fare la sua parte.
Ci mancheranno il suo stimolo continuo e la sua capacità di guardare lontano.
Speriamo di saperne fare eredità.
