(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Ho visitato, alla presenza del Ten. Col. Nicola Darida, Comandante Reparto Operativo, del Cap. Ferdinando Nasta, Comandante Nucleo Investigativo, e del Luogotenente Luciano Osler, Comandante 2ª Sezione Nucleo Investigativo, il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti (L.A.S.S.) dei Carabinieri di Laives, una struttura unica nel suo genere che rappresenta un presidio di eccellenza per tutto il Trentino-Alto Adige. Qui confluiscono i campioni sequestrati non solo dall’Arma dei Carabinieri, ma anche dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, a dimostrazione di un lavoro sinergico, scientifico e altamente qualificato nella lotta contro il traffico e l’uso di sostanze stupefacenti.
Il personale del L.A.S.S., veri e propri ‘carabinieri in camice bianco’, analizza con tecniche sofisticate – dalla spettrometria di massa alla gascromatografia – la composizione delle droghe sequestrate, determinandone il grado di purezza e certificando l’effetto drogante ai fini delle indagini. Un’attività fondamentale, che consente anche di lanciare allerte attraverso il Sistema Nazionale di Allerta Precoce quando sul mercato compaiono nuove sostanze psicoattive.
Questi numeri raccontano una realtà drammatica: in Trentino, i pazienti seguiti dai SerD per problemi di dipendenza da stupefacenti sono aumentati del 23,5% tra il 2015 e il 2023, passando da 1.335 a 1.648. La fascia d’età più colpita è quella tra i 35 e i 39 anni, cresciuta da 164 a 242 unità, mentre tra i minorenni si registra un incremento da 39 a 52 casi. A Trento, il SerD registra circa 200 accessi giornalieri: dati che devono spingerci a rafforzare la prevenzione, soprattutto tra i giovani, e il supporto alle famiglie.
In Alto Adige, nel 2022 sono stati 1.603 gli utenti presi in carico dai servizi per le dipendenze (30,1 ogni 1.000 abitanti), con 321 nuovi casi. Le sostanze più diffuse risultano: eroina (38%), cannabinoidi (27,8%) e cocaina (23%). Sommando Trentino e Alto Adige, il totale regionale supera i 3.200 pazienti in cura nell’ultimo anno di rilevazione.
Anche i dati nazionali sono impressionanti, come evidenziato dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze (dati 2023):
– 34.679 violazioni per possesso di stupefacenti per uso personale, che hanno riguardato 32.346 persone.
– 27.674 denunce per reati legati alla droga, in crescita del +3% rispetto al 2022.
– La cannabis è al centro del mercato: il 47% delle operazioni di polizia ha riguardato questa sostanza, con quasi 10.000 sequestri, oltre 67 tonnellate di prodotto e 156.000 piante confiscate.
– La cannabis da sola rappresenta il 40% del valore economico del mercato illecito, pari a 6,5 miliardi di euro su un totale stimato di 16 miliardi di fatturato del mercato della droga.
Di recente, una vasta operazione antidroga ha colpito la Valsugana: oltre 1.200 cessioni di stupefacenti accertate, 11 arresti, un’organizzazione criminale che vendeva cocaina e hashish anche a minorenni. Un segnale gravissimo che conferma una deriva sociale e culturale che non possiamo ignorare.
Lo voglio dire con chiarezza: non esistono droghe leggere o droghe pesanti. Esistono solo droghe, e tutte fanno male. Tutte creano dipendenza. Tutte tolgono libertà e rubano il futuro dei nostri giovani. Chi le spaccia uccide due volte: uccide la salute e uccide la speranza.
È arrivato il momento di rompere definitivamente con quell’ipocrisia culturale che, per anni, ha banalizzato l’uso di certe sostanze, spacciandole – è il caso di dirlo – come “esperienze leggere”, quasi innocue. Ma è proprio da lì che inizia l’abisso, è da quelle prime canne “tra amici” che si apre il varco verso la dipendenza vera. Ed è lì che dobbiamo intervenire.
Il governo Meloni ha fatto chiarezza anche sul tema della canapa da fibra, distinguendo chi vuole operare correttamente – producendo i soli prodotti permessi dalla legge – e vietando invece la vendita di derivati pericolosi e confusivi, frutto di una normativa imperfetta e incompleta dei governi precedenti. Un segnale concreto di legalità e protezione dei giovani.
I nostri ragazzi hanno bisogno di verità, di esempi forti, di un sistema che dica loro che scegliere la droga è sempre un errore, e che il confine tra il gioco e la tragedia è sottilissimo.
Il governo Meloni ha imboccato la strada giusta: contrasto senza sconti allo spaccio, rafforzamento dei controlli, sostegno ai SerD, collaborazione con le scuole e le famiglie.
E oggi più che mai dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine, che con sacrificio e professionalità presidiano i nostri territori e proteggono i nostri figli.
La libertà non si conquista fuggendo dalla realtà. La libertà si costruisce scegliendo di vivere, pienamente. Senza droghe”.
Lo dichiara Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia.
