(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quando lo stile non è acqua. Questioni di stile. Il brindisi leghista nella “buvètte” del Consiglio provinciale, per festeggiare la fuoriuscita dal partito dell’europarlamentare Roberto Vannacci, dà l’impressione di aver scambiato la sede dell’Assemblea legislativa per una sede di partito o per il salotto di “Casa Fugatti”.
Le dichiarazioni di una componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura, organo direttamente coinvolto nella consultazione referendaria sulla riforma della Giustizia, accusano le opinioni diverse dalla sua di “allarmismo”, cioè dello stesso strumento che la destra usa quotidianamente per rinunciare a qualsiasi minima politica dell’accoglienza, infischiandosene, con il rosario in mano, di poveracci costretti a dormire al gelo notturno.
Una festa privata, con qualche valenza politica di parte, inserita nel contesto di un evento pubblico e negli spazi di un ente pubblico presieduto dall’organizzatore di quella festa. Tre episodi che la dicono lunga.
Per carità, nulla di eversivo. Solo la concreta testimonianza di una occupazione del potere, anziché di una gestione dello stesso attenta a ruoli, funzioni e luoghi. Appunto, questione di stile.
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Cons.a Lucia Maestri
Consiglio Provincia autonoma Trento (Pd del Trentino)
