(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’operazione di acquisto dell’ospedale San Camillo non può e non deve essere ridotta a una mera questione di mattoni o di bilanci: oltre quelle mura ci sono persone, professionisti e cittadini che attendono risposte da troppo tempo. È un impegno preciso che mi assumo: la politica deve tornare a essere garante della dignità del lavoro. È inaccettabile che, a fronte di investimenti importanti, chi opera sul campo sia fermo da sei anni senza un rinnovo contrattuale.
Questa è una ferita aperta che offende la professionalità di chi garantisce la cura dei nostri concittadini e che va sanata immediatamente. Legittimamente ci si pone un quesito: il prezzo della struttura coincide con il valore reale, vista la crisi finanziaria del gruppo?
Le riflessioni etiche sono importanti, ma non possono prescindere dalla realtà concreta delle condizioni di lavoro. La qualità delle strutture e dei servizi non si misura solo dalle facciate o dalle certificazioni, ma dal rispetto effettivo dei diritti di chi vi lavora. La parabola dei sepolcri imbiancati è il monito più attuale che abbiamo: è inutile mostrare facciate splendenti o strutture d’eccellenza se al loro interno si ignora il valore umano e si calpesta il diritto a un contratto giusto.
La Provincia Autonoma di Trento deve agire ora come garante della stabilità occupazionale e degli accreditamenti, che devono essere legati indissolubilmente alla qualità del lavoro e non solo a parametri burocratici. Il coinvolgimento diretto di chi rappresenta i lavoratori è l’unica via per evitare che queste operazioni diventino solo speculazione.
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Walter Kaswalder
Consiglio Provincia autonoma Trento (Patt)
