(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Autonomia e tutela internazionale, la SVP spesso dimentica che l’Accordo Degasperi-Gruber protegge anche il Trentino
E’ importante ricordare come la tutela austriaca valga anche per il Trentino, nella stessa misura dell’Alto Adige/Suedtirol. Ma il copione ormai logoro vede la Südtiroler Volkspartei ripercorrere una narrazione parziale e storicamente imprecisa della nostra Autonomia speciale. Continuando giustamente a rivendicare con forza il ruolo dell’Austria come protettrice, la rappresentante Unterveger della SVP continua a far riferimento alla tutela di Vienna come a un diritto esclusivo della Provincia di Bolzano, ignorando deliberatamente che tale scudo giuridico e diplomatico si estende con pari dignità anche alla Provincia di Trento.
È necessario ribadire con chiarezza che l’ancoraggio internazionale è sulla Regione e non è un privilegio a compartimenti stagni. Ciò è confermato in modo inequivocabile già da un’importante interrogazione parlamentare austriaca dell’11 novembre 2011, portata dall’allora parlamentare Werner Neubauer, la cui risposta nel punto 7 dice testualmente “La funzione di tutela deriva dal Trattato di Parigi e dalla successiva prassi contrattuale rilevante dal punto di vista del diritto internazionale e si riferisce pertanto, nella misura da ciò derivabile, anche alla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e alla Provincia di Trento”.
L’Accordo di Parigi del 1946 pone quindi l’intera architettura autonomista sotto la vigilanza internazionale, senza distinzioni di confine provinciale tra Trento e Bolzano. La linea della SVP di “monopolizzare” il rapporto con l’Austria non è solo un errore di prospettiva politica, ma una forzatura che svilisce l’essenza stessa della Regione intesa come unità inscindibile nel quadro dei trattati di pace.
Si insiste nel voler dipingere la tutela austriaca come una questione puramente sudtirolese, dimenticando che la stessa sopravvivenza delle prerogative autonomistiche affonda le radici in quegli stessi accordi internazionali che obbligano l’Italia e l’Austria a un dialogo costante sulla gestione dell’intero territorio regionale. Continuare a ignorare questo legame significa indebolire la forza contrattuale di fronte allo Stato e tradire lo spirito di cooperazione che dovrebbe invece unire le due province in un fronte comune per la salvaguardia della nostra specialità.
Sarebbe opportuno Bolzano e Trento abbandonassero questo strabismo istituzionale, riconoscendo che la tutela internazionale non come un trofeo identitario da esibire per fini elettorali, ma una garanzia giuridica che appartiene a tutti i cittadini della regione, i quali non possono e non devono essere considerati figli di un’autonomia minore.

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