(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Al fine di evitare inutili strumentalizzazioni o manipolazioni del mio pensiero desidero precisare la mia posizione su quanto espresso in aula consiliare oggi.
La collega Coppola ha sostenuto che, in occasione del recente referendum costituzionale, il partito da lei rappresentato (Alleanza Verdi e Sinistra) ha designato (ingaggiato) circa 10.000 elettori quali rappresentanti di lista che per motivi di lavoro/studio si trovavano lontani dal proprio seggio elettorale.
Tutto ciò motivato dalla consigliera Coppola nell’intento di agevolare votanti che non avrebbero potuto esprimere il loro voto “per precisi obblighi lavorativi che impedivano il rientro nel proprio seggio elettorale”.
Per questo motivo sono intervenuto: ben conscio che il voto sia un diritto costituzionale garantito, ho evidenziato come questo artefatto politico abbia messo in difficoltà numerosi imprenditori che hanno subito l’assenza in via unilaterale dei loro dipendenti per diversi giorni (circostanza a me segnalata); infatti un rappresentante di lista, di norma, dovrebbe coprire tutte le operazioni di voto (per il referendum appena trascorso dal venerdì al lunedì).
Se il problema si riduce a una mera questione economica (il rimborso insufficiente delle spese di viaggio per tornare al proprio seggio di origine), come ho fatto in aula, consiglio a chi ha firmato i 10.000 moduli per consentire il voto di interloquire con i propri rappresentanti parlamentari al fine di veder garantiti i loro rimborsi di spese di viaggio.
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Luca Guglielmi
Consiglio Provincia autonoma Trento (e regionale – ladino)
