(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le dichiarazioni del consigliere Filippo Degasperi (Onda) sui dati Invalsi meritano una risposta netta perché affrontano un tema importante, quello dei recenti risultati, tutt’altro che incoraggianti, emersi dalle prove nazionali, ma lo fanno offrendo una lettura ideologica di una questione tanto delicata.
ORA! non nega che negli ultimi anni si sia assistito a un calo delle competenze dei nostri ragazzi, come i dati Invalsi mostrano ormai da tempo. Questi report sono preziosi per monitorare l’apprendimento degli studenti italiani e per avere un quadro affidabile di ulteriori aspetti, quali la dispersione scolastica, i divari territoriali e le competenze digitali e linguistiche. Non si comprende, pertanto, il tono ironico, quasi dispregiativo, con cui Degasperi definisce tale strumento una “nuova chiesa”, irridendo coloro che, a suo dire, ne sarebbero gli “adepti”.
Un altro punto delle dichiarazioni del consigliere che merita attenzione è l’individuazione della “burocratizzazione del lavoro degli insegnanti” come una delle cause del calo dell’apprendimento. Essere docenti non significa soltanto fare lezione in classe. Significa anche gestire e organizzare gruppi e attività scolastiche, mantenere rapporti con le famiglie, partecipare ai lavori del collegio docenti e contribuire alla progettazione educativa. In sostanza, la professione docente comprende anche una componente organizzativa indispensabile al suo corretto svolgimento.
Definire le competenze un “concetto sfuggente e inafferrabile”, contrapponendole alle conoscenze, è una semplificazione che non regge al confronto con la realtà della didattica contemporanea. Le competenze non sono un’invenzione aziendalista calata dall’alto per smantellare la scuola italiana; sono, semplicemente, la capacità di utilizzare le conoscenze per risolvere problemi reali. Un ragazzo che conosce le regole grammaticali ma non riesce a comprendere un testo, oppure che sa dimostrare formule matematiche ma non è in grado di applicarle a un problema concreto, non possiede gli strumenti necessari per integrarsi pienamente nella società. Il vero rischio della retorica di Degasperi è quello di sfruttare un problema reale, ossia il calo delle competenze di base, per giustificare un ritorno a un modello esclusivamente nozionistico, che le principali indagini internazionali, come PISA dell’OCSE, indicano come inadeguato a preparare i giovani ad affrontare la complessità del mondo contemporaneo.
A ciò si collega anche la demonizzazione della professionalizzazione. Gert Biesta, uno dei maggiori teorici contemporanei dell’educazione, ribadisce come l’istruzione non consista soltanto nella trasmissione delle conoscenze, ma sia anche, e soprattutto, un processo di crescita personale dello studente. Questo percorso si sviluppa all’interno di una comunità e attraverso esperienze che vanno oltre la lezione frontale, permettendo ai ragazzi di individuare i propri talenti e le proprie passioni, coltivarli e trasformarli in strumenti per realizzarsi. Questa visione è profondamente distante dall’idea di scuola promossa da Degasperi: una scuola centrata prevalentemente sulle nozioni e sui contenuti, ma, purtroppo, lontana dalle esigenze degli studenti e dalle sfide della società contemporanea.
Noi di ORA! vorremmo che la politica prendesse sul serio il segnale che emerge dai risultati Invalsi, non per cogliere l’ennesima occasione di piegare il dibattito a fini propagandistici, ma per iniziare finalmente a discutere di misure strutturali: un sistema di formazione dei docenti adeguato e in linea con il resto d’Europa, una didattica non più organizzata a compartimenti stagni, bensì capace di favorire una reale contaminazione tra le discipline, così da aiutare gli studenti a comprendere il valore di ciò che apprendono nei diversi contesti della loro vita. Vogliamo una scuola che affronti con coraggio le sfide del futuro, lasciandosi alle spalle la nostalgia di un modello del passato che gli stessi dati mostrano essere sempre meno efficace nel preparare i ragazzi a un mondo sempre più complesso.
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Gruppo Istruzione ORA Trentino Alto Adige
Giacomo Colombari
Laura Scalfi
Claudio Bettin
Alessandra Grifeo
