(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“PAROLE RASSICURANTI, MA POCA CHIAREZZA NEL DIBATTITO IN CONSIGLIO”
Nel recente dibattito in Consiglio comunale sul tema dei rifiuti, si è assistito a una ripetizione insistita dell’espressione “chiusura del ciclo dei rifiuti” riferita all’incenerimento, senza che questa affermazione venisse mai spiegata nel merito.
Il problema non è il legittimo dissenso politico.Il problema è l’uso di formule rassicuranti che restano slogan, se non vengono accompagnate da spiegazioni chiare e verificabili.
Parlare di “chiusura del ciclo” senza chiarire cosa accade realmente dopo l’incenerimento è fuorviante.
L’incenerimento, infatti, non elimina i rifiuti: produce residui, comprese ceneri pericolose, che devono essere smaltite in discariche dedicate.
Allo stesso modo, se l’impianto viene giustificato come soluzione di recupero energetico, resta una domanda fondamentale che finora non ha trovato risposta: esiste una rete di teleriscaldamento adeguata? E quali quartieri della città ne sarebbero interessati?
Su un tema complesso e sensibile come quello dei rifiuti, il Consiglio comunale ha il dovere di usare parole precise, non scorciatoie comunicative.
Chiedere chiarezza non significa fare polemica, ma pretendere serietà nel dibattito pubblico e rispetto per i cittadini.
Martina Margoni
Claudio Geat- Generazione Trento
