(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Fimmg Trentino: inaugurazione della Casa di Comunità Sèn Jean di Fassa In occasione dell’inaugurazione della Casa della Comunità di San Giovanni di Fassa, il Segretario provinciale di FIMMG Trentino, Valerio Di Giannantonio, ha assistito alla cerimonia istituzionale che ha visto la presenza di numerose autorità del territorio. All’evento erano presenti il Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, la senatrice Elena Testor, l’Assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, il Dirigente generale Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, il Procurador del Comun General de Fascia Edoardo Felicetti, il Direttore Generale di ASUIT Antonio Ferro, la Direttrice sanitaria Denise Signorelli, il Direttore di Distretto Enrico Nava, sindaci ed altre Istituzioni e Professionisti del territorio come il Direttore del Dipartimento Cure Primarie Gino Gobber.

Come FIMMG Trentino siamo a supporto dei colleghi medici di famiglia di tutte le valli del Trentino. Le Case della Comunità rappresentano una grande opportunità, ma devono essere costruite insieme ai professionisti che vi lavoreranno ogni giorno. I medici di famiglia devono sentirsi residenti nella Casa della Comunità, non semplici inquilini. Questo significa che spazi, funzioni e progettualità devono essere pensati insieme a loro. Vogliamo sapere dove sono le porte, le finestre, gli attacchi per i computer, i lettini. Non abbiamo potuto progettarle, ma possiamo indicarne la “domotica” sanitaria.
Durante l’incontro è stato condiviso un punto politico importante sottolineato dal Presidente Fugatti, dall’ Assessore Tonina e dagli altri relatori: la Casa della Comunità non è semplicemente un cambio di cartellonistica o un intervento di ristrutturazione, ma rappresenta un nuovo modello di integrazione socio-sanitaria territoriale. Un modello che mette insieme diverse professionalità: medici di medicina generale, specialisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri e altri professionisti sanitari, creando un luogo di incontro da cui partire per organizzare e portare i servizi sanitari e sociali in tutto il territorio.
FIMMG Trentino ricorda che il sistema della medicina generale in provincia garantisce già oggi una forte capillarità territoriale: 355 ambulatori di medicina generale, pari a circa uno ogni 17 km². Le 14 Case della Comunità sono pari a una ogni 431 km². Concordiamo con i relatori che le Case della Comunità non debbano sostituire questa rete – conclude Di Giannantonio – ma rafforzarla e coordinarla, diventando un punto di riferimento per i servizi territoriali e per le Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di famiglia.
Infine, dal punto di vista contrattuale, l’Accordo Collettivo Nazionale della medicina generale e gli Accordi Integrativi Provinciali prevedono già la possibilità per i medici di partecipare alle attività nelle Case della Comunità, finanche con ore aggiuntive. Le norme per abitare le Case di Comunità ci sono già. Ora la sfida è costruirle insieme ai professionisti e ai territori. “I dotores i à da se sentir part te le ciase de comunità. Ve auguron dut l ben per l davegnir”
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Il Segretario Provinciale generale Fimmg Trentino Valerio Di Giannantonio
