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FENALT * RSA: STEFANI, «INDENNITÀ NOTTURNA, PRIMO PASSO MA RESTANO ESCLUSIONI INACCETTABILI»

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17.52 - mercoledì 15 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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RSA, indennità notturna: primo passo, ma restano esclusioni inaccettabili. Formazione e attrattività delle professioni sanitarie al centro del dibattito provinciale. Bene il segnale politico, ma servono scelte coerenti e inclusive

Il via libera del Consiglio provinciale al testo unificato dei disegni di legge 44 e 65 sulla formazione del personale infermieristico rappresenta un segnale importante e condiviso di attenzione verso una delle principali criticità del sistema sanitario: la carenza di infermieri e operatori sociosanitari. Un provvedimento che nasce da un confronto trasversale tra maggioranza e minoranza e che individua nella formazione e nel rafforzamento delle competenze uno dei pilastri per affrontare l’emergenza.

Fenalt accoglie positivamente questo primo passo, riconoscendo il valore di un approccio che rimette al centro della sanità il capitale umano. Tuttavia, il sindacato sottolinea come la questione non possa esaurirsi sul piano formativo, ma richieda anche interventi strutturali.

In questo quadro si inserisce la recente vicenda dell’indennità notturna nelle RSA, che il sindacato definisce una “vittoria a metà”. Fenalt apprezza il riconoscimento ottenuto dagli Operatori Socio-Sanitari nell’accordo di settore sulle case di riposo, ma evidenzia con forza le criticità di un accordo che ha escluso una parte rilevante del personale. Per questa ragione Fenalt non ha sottoscritto l’intesa di settore.

L’esclusione riguarda centinaia di lavoratori – infermieri, operatori socioassistenziali e ausiliari – che ogni notte garantiscono la continuità dei servizi nelle APSP del Trentino. Si tratta di circa 460 infermieri impegnati complessivamente in oltre 15.000 turni notturni annui nelle 42 strutture, con una media di 35 notti pro capite e punte che raggiungono le 50. La mancata estensione dell’indennità comporta una perdita stimata di circa 1.000 euro lordi annui per ciascun lavoratore escluso.

“Non possiamo accettare – afferma Marco Stefani, responsabile area Apsp – che professionisti che lavorano fianco a fianco, condividendo i carichi e i sacrifici dei turni più gravosi, vengano trattati come lavoratori di serie B. La disparità non è solo economica, ma incide sul riconoscimento stesso del valore del lavoro notturno, che è usurante per tutte le figure coinvolte nel processo di cura”.

Il sindacato richiama inoltre l’attenzione su una situazione già critica, destinata ad aggravarsi. Secondo le segnalazioni raccolte tra gli iscritti, in alcune strutture si profilano dimissioni che rischiano di compromettere ulteriormente l’organizzazione dei servizi, con un inevitabile aumento dei carichi di lavoro per il personale rimasto. A livello provinciale, la carenza di infermieri è stimata in circa 450 unità, mentre si intravede all’orizzonte un’uscita significativa di numerosi professionisti.

Alla luce di questo scenario, il sindacato rivolge un appello diretto alla Provincia e agli organi competenti affinché si intervenga con urgenza e coerenza. “È necessario – prosegue Stefani – stanziare risorse adeguate per estendere l’indennità notturna a tutto il personale coinvolto e avviare politiche realmente efficaci di valorizzazione del lavoro nelle APSP”.

Fenalt chiarisce infine che, in assenza di risposte concrete, non esiterà a tutelare i lavoratori anche nelle sedi giudiziarie, come già avvenuto in precedenti vertenze. L’obiettivo resta quello di vedere riconosciuto un diritto ritenuto fondamentale, nella convinzione che solo attraverso equità, rispetto e valorizzazione delle competenze si possa rafforzare davvero il sistema socio-sanitario.

 

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Marco Stefani
Responsabile area Apsp – Fenalt

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