Chiarisco, fugando il rischio di ogni possibile speculazione politica e ogni attacco strumentale, la posizione di Fratelli d’Italia sulla proposta di revoca che trattiamo questa sera.
La destra italiana ha fatto i conti con il passato e con la storia d’Italia, consegnando il Novecento allo studio degli storici e riconoscendosi pienamente nei valori e nel dettato della Costituzione della Repubblica italiana, nei quali tutta la nostra comunità si riconosce.
Mussolini e il fascismo appartengono al passato e il partito che rappresento guarda al futuro senza nostalgismi e senza distinguo. Un futuro di libertà, di democrazia e di valori, prima di tutto quelli fondanti della nostra società, cristallizzati nella costituzione che tutti noi difendiamo e attuiamo con l’esercizio quotidiano della nostra attività politica e istituzionale, dentro e fuori da questo consiglio.
Detto questo, la nostra valutazione parte da un dato sostanziale.
Le cittadinanze onorarie, come le onorificenze, sono riconoscimenti legati alla persona che li riceve e, con la morte dell’interessato, esauriscono la loro funzione.
Si tratta di riconoscimenti conferiti in un determinato momento storico che, con la scomparsa della persona alla quale sono stati attribuiti, non producono più alcun effetto nella realtà amministrativa.
Non attribuiscono diritti.
Non generano effetti giuridici.
Non modificano in alcun modo la vita amministrativa della città.
Rimangono soltanto come tracce storiche del passato e, come tali, possono certamente essere giudicate, stigmatizzate o condannate, ma senza ulteriori conseguenze sul piano amministrativo.
Su questo richiamiamo anche il dibattito nazionale relativo alle onorificenze dello Stato. Non per fare un’analogia giuridica tra istituti diversi, ma perché il principio che emerge è analogo sul piano degli effetti amministrativi.
In Parlamento, nel corso di questa legislatura, la nostra parte politica ha avviato la trattazione di una proposta di legge per la revoca dell’onorificenza conferita al dittatore Tito. In quell’occasione il Quirinale ha chiarito che le onorificenze sono legate all’esistenza in vita dell’insignito e decadono con la sua morte.
Per questa ragione il Parlamento ha scelto di non proseguire nell’esame della legge: sarebbe stato possibile approvarla ugualmente, ma non avrebbe prodotto alcun effetto concreto.
Ed è proprio per questo che la nostra parte politica — che aveva avviato quella discussione — è stata la prima, per responsabilità istituzionale, a riconoscere che non aveva senso proseguire e a non voler trasformare quello strumento in una bandiera politica o in un terreno di rivendicazione ideologica.
Fratelli d’Italia applica lo stesso criterio in ogni situazione, quindi anche in questo caso. Il vero nodo non è la possibilità tecnica: è l’utilità concreta del provvedimento. Le istituzioni devono adottare decisioni che producano effetti reali per la comunità, non atti privi di conseguenze pratiche.
In questi giorni abbiamo sentito dire dal Sindaco che si tratta di una decisione che può essere assunta rapidamente. Ma il punto non è il tempo necessario per votare la delibera, bensì il rispetto della città che tutti rappresentiamo: qualcuno, con questo documento, sta inducendo in errore i cittadini facendo credere che sia necessario revocare una cittadinanza onoraria che di fatto non produce più alcun effetto concreto da oltre ottant’anni. L’unica utilità di questa delibera è strumentale e ideologica: la revoca non ha alcuna efficacia reale.
Ci è stato anche detto che dovremo “assumerci la responsabilità dei titoli dei giornali di domani”. Noi riteniamo invece che il Consiglio comunale debba assumersi la responsabilità delle decisioni che prende e delle risposte che è chiamato a dare alla città.
I cittadini si aspettano che il nostro tempo e le nostre energie siano dedicate a ciò che conta davvero per la loro vita quotidiana: servizi efficienti, lavoro, commercio, sicurezza, casa, viabilità. Sono queste le responsabilità che ci hanno affidato ed è su queste che intendiamo impegnarci ogni giorno.
Per queste ragioni Fratelli d’Italia non ritiene utile procedere con questa delibera (non voto). Auspichiamo che il Consiglio Comunale con responsabilità condivisa torni ad occuparsi delle priorità quotidiane della nostra comunità.
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Ilaria Goio
Capogruppo Fratelli d’Italia – Consiglio comunale Trento
