(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Incidenti animali in Trentino, Enpa: “Serve subito una rete di corridoi faunistici in Trentino”. Gli incidenti avvenuti nelle ultime ore sulle strade trentine mostrano ancora una volta la fragilità della convivenza tra fauna selvatica e traffico veicolare. Nella serata del 19 novembre un orso è stato urtato da un’auto lungo la SS421, a Spormaggiore, ed è poi fuggito nel bosco. All’alba dello stesso giorno due cervi di grandi dimensioni sono stati investiti e uccisi sulla statale Valsugana, costringendo alla chiusura temporanea del tratto per consentire la rimozione delle carcasse.
Per l’Ente Nazionale Protezione Animali non si tratta di episodi isolati ma di segnali di un fenomeno ormai strutturale. Senza corridoi ecologici e passaggi faunistici adeguati, gli animali continuano a utilizzare le strade come uniche vie di attraversamento, con rischi elevati per loro e per gli automobilisti.
«Quanto dobbiamo ancora aspettare in Trentino per realizzare veri corridoi faunistici?», afferma Ivana Sandri, etologa Enpa e presidente della sezione di Rovereto. «In poche ore abbiamo visto un orso investito e due cervi uccisi. Quante altre stragi di fauna selvatica dobbiamo vedere prima che vengano prese decisioni adeguate? Parliamo di problemi reali che possono essere risolti con soluzioni note e positive per tutti: animali, famiglie, comunità».
Nel caso dei cervi di Valsugana, gli automobilisti coinvolti non erano presenti all’arrivo dei soccorsi. Un comportamento che, ricorda Enpa, costituisce una grave violazione del Codice della strada e che potrebbe configurare responsabilità penali se gli animali sono stati lasciati agonizzanti sulla carreggiata.
«Non fermarsi significa abbandonare esseri viventi feriti e mettere a rischio gli altri utenti della strada», sottolinea Sandri.
Enpa ribadisce che gli strumenti per ridurre drasticamente gli incidenti esistono: sovrappassi faunistici, sottopassi dedicati, recinzioni di canalizzazione, sistemi di allerta dinamica e gestione intelligente dei punti critici. Interventi collaudati in molte regioni europee con risultati evidenti.
«Siamo di fronte a un’urgenza che riguarda la tutela della fauna e la sicurezza delle persone», conclude Sandri. «Serve intervenire ora. I corridoi faunistici rendono sicuri gli attraversamenti per gli animali e allo stesso tempo riducono i rischi per chi viaggia. Ogni giorno di ritardo aumenta il pericolo per tutti. Non possiamo permetterci di aspettare ancora».
