(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sono sconcertato e profondamente indignato dalle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco e dall’Assessore alla Mobilità Michele Brugnara in merito alla petizione sulla Zona 30 in Clarina. È vergognoso che il Sindaco definisca “non soddisfacente” una petizione popolare sottoscritta da 630 residenti del quartiere. 630 cittadini che hanno esercitato un loro diritto democratico, raccogliendo in poche settimane una quantità di adesioni che dovrebbe far tremare qualsiasi amministrazione seria. Invece di riconoscere la portata di questo segnale chiaro di malcontento, lo si liquida con sufficienza burocratica.
Questo atteggiamento è inaccettabile e rivela un grave distacco dalla realtà delle persone che si è chiamati a rappresentare. Ancora più grave e inqualificabile è l’intervento dell’Assessore Michele Brugnara, che ha definito “individualismi” le richieste motivate, specifiche e condivise dagli stessi 630 cittadini. Usare questo termine per descrivere le legittime preoccupazioni e richieste di famiglie, lavoratori, genitori e residenti che chiedono certamente sicurezza e vivibilità, ma anche e soprattutto buon senso nella gestione della viabilità del proprio quartiere, è un insulto alla dignità di chi abita la Clarina.
Non si tratta di egoismi personali, ma di problemi reali: doppio senso su via Anna Frank, sicurezza stradale, accessibilità, impatto sul traffico e sulla vita quotidiana. Chiamarli “individualismi” è un modo arrogante per sminuire il dissenso e giustificare un progetto calato dall’alto, senza ascolto e senza rispetto. Come Consigliere Comunale, ribadisco la mia indignazione per le modalità di gestione di tutti i passaggi riguardanti la mobilità in Clarina da parte dell’Amministrazione Comunale, a partire dalla cosiddetta “partecipazione pubblica” a senso unico che di fatto ha coinvolto chi di fatto condivideva visioni e voli pindarici di Sindaco e Assessore. La maggioranza in Consiglio Comunale dovrebbe ricordarsi che governare non significa imporre visioni ideologiche e poi offendere chi osa contestarle. Significa ascoltare, confrontarsi seriamente e, quando necessario, correggere la rotta.
Auspico pertanto che il Sindaco e l’Assessore Brugnara si rendano conto della gravità delle loro affermazioni, istituendo un tavolo reale di confronto con il Comitato della Clarina e rivedendo le misure della Zona 30 che stanno creando più problemi di quanti ne risolvano.
I cittadini non sono sudditi. Hanno il diritto di essere ascoltati e rispettati, non etichettati e ignorati.
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Daniele Demattè – Consigliere Comunale Giorgia Meloni Fratelli d’Italia
