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DEMAGRI (CONSIGLIO PAT/CASA AUTONOMIA) * VARIANTE TORBOLE (TN): «RISPOSTA INSUFFICIENTE, SERVONO CHIAREZZA E RISPETTO PER LA COMUNITÀ DELL’ALTO GARDA»

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05.31 - giovedì 6 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Variante di Torbole: risposta insufficiente, servono chiarezza e rispetto per la comunità dell’Alto Garda

La consigliera provinciale Paola Demagri, raccogliendo le istanze della sezione altogardesana del Movimento Casa Autonomia, ha presentato al Question Time del Consiglio provinciale un’interrogazione a risposta orale immediata sulla cosiddetta Variante di Torbole, un progetto che continua a suscitare forti perplessità nelle amministrazioni e nella comunità dell’Alto Garda.

La risposta della Giunta provinciale, pur riconoscendo la necessità di un confronto con il territorio, non chiarisce le ragioni tecniche e politiche che hanno portato a scegliere la soluzione “Verdeblu” tra le diverse opzioni progettuali. Si parla di un’“analisi multicriteriale” e di una “visione olistica”, ma non vengono forniti dati concreti, punteggi comparativi o documenti che permettano di capire su quali basi le altre ipotesi siano state scartate e perché si sia ritenuto di procedere con un tracciato tanto impattante dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Di fronte a una risposta che riteniamo fumosa e parziale, abbiamo presentato una formale richiesta di accesso agli atti, per poter visionare i documenti tecnici e comprendere nel dettaglio l’iter che ha portato all’inserimento dell’opera nel Documento di programmazione provinciale con un finanziamento di 150 milioni di euro.

Accogliamo con favore l’intenzione dichiarata dalla Giunta di mantenere aperto il dialogo con le comunità locali — ma non possiamo non rilevare che, finora, gli incontri pubblici organizzati si sono limitati a momenti informativi, non a un vero processo di confronto e co-progettazione.

Il futuro del territorio altogardesano non può essere deciso con procedure calate da Trento, ma deve nascere da un percorso condiviso e trasparente, nel quale cittadini e amministrazioni siano davvero parte attiva.

Ricordiamo che il collegamento dell’Alto Garda con l’asta dell’Adige era stato concepito, già nel 2010, all’interno di una visione organica della mobilità sostenibile, che prevedeva la tutela dell’area agricola del Linfano, la riduzione progressiva del traffico privato e la creazione di un Hub al Cretaccio con mezzi pubblici a basso impatto ambientale.

Oggi, invece, con sorpresa e amarezza, scopriamo che la Provincia ha accantonato quel progetto condiviso per proporre una variante che snatura il paesaggio, compromette aree agricole di pregio e tradisce la volontà espressa dalle comunità locali.
La Variante di Torbole, così come configurata, rischia di trasformarsi in uno sfregio inutile al territorio di Arco e in un segnale di scollamento tra la Provincia e la realtà dell’Alto Garda.

Noi chiediamo trasparenza, ascolto e coerenza: il futuro della mobilità non può essere costruito contro il territorio, ma insieme ad esso.

 

*
Demagri Paola
Consigliera provinciale Casaautonomia.eu (Provincia autonoma Trento)

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