(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Chiarimenti sull’operazione di innevamento del Monte Bondone e la possibile violazione delle normative ambientali e autorizzative. Il 5 dicembre 2025, la Società Trento Funivie ha effettuato un’operazione sul Monte Bondone che ha suscitato preoccupazioni per il suo impatto ambientale e per la possibile violazione delle normative in vigore.
In particolare, è stato utilizzato un elicottero per trasportare neve artificiale sulla parte alta della pista Palon, in un’area situata oltre i 1600 metri di quota, dove la neve naturale era praticamente assente a causa delle condizioni meteorologiche avverse.
Questo intervento ha avuto un impatto significativo sull’ambiente, con l’emissione di almeno una tonnellata e mezzo di CO₂ nell’atmosfera, contribuendo ulteriormente ai già gravi effetti dei cambiamenti climatici.
La Società Trento Funivie aveva recentemente promosso sui propri canali social il proprio impegno per un approccio autentico e responsabile alla montagna, messaggio che appare in contrasto con l’utilizzo di mezzi ad alto impatto energetico e ambientale come l’elicottero per l’innevamento artificiale di una pista.
La notizia è apparsa anche su media nazionali e internazionali proprio perché veicolava un’immagine distorta della montagna e del modello di sviluppo turistico ad essa associato, in evidente contrasto con i principi di sostenibilità ambientale.
In un contesto meteorologico sempre più complesso e difficile da prevedere e gestire, il ricorso a pratiche che incidono ulteriormente sull’ecosistema montano sembra configurarsi come una soluzione non più sostenibile.
Tale intervento appare rilevante anche alla luce della Legge Provinciale 12 agosto 1996, n. 5, che disciplina la tutela dell’ambiente in relazione all’esercizio degli aeromobili e prevede specifiche limitazioni e autorizzazioni per i voli in ambiente montano, in particolare oltre i 1600 metri di quota e in contesti di particolare sensibilità ambientale.
Mi è giunta l’informazione che l’operazione in questione potrebbe non essere stata autorizzata dagli enti competenti e che, proprio per tale ragione, sarebbe stata oggetto di una sanzione amministrativa per la violazione delle normative ambientali e autorizzative vigenti.
Questo episodio solleva seri dubbi sulla compatibilità tra le politiche di sostenibilità dichiarate e le azioni concretamente messe in atto che rischiano di disattenderle. L’importanza del turismo per l’economia trentina non può eliminare qualsiasi limite del rispetto del territorio. Il mio auspicio è che la risposta alla presente interrogazione possa chiarire i legittimi dubbi della cittadinanza e dei numerosi appassionati di montagna, che vedono in episodi di questo tipo un rischio per l’integrità dell’ecosistema montano trentino e un pericoloso precedente che auspico non abbia a ripetersi.
Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere:
1. se l’operazione di trasporto della neve artificiale tramite elicottero sul Monte Bondone, effettuata il 5 dicembre 2025, fosse stata autorizzata dalla Provincia autonoma di Trento o da altri enti competenti, e in caso affermativo da chi e sulla base di quali presupposti normativi, anche con riferimento alla Legge provinciale 12 agosto 1996, n. 5;
2. se risulti che l’operazione sia stata ritenuta non conforme alle normative vigenti in materia ambientale e autorizzativa e se, per tale motivo, siano state comminate sanzioni amministrative, specificandone natura e motivazioni;
3. se la Provincia autonoma di Trento intenda adottare misure più severe e puntuali per limitare in futuro interventi analoghi, al fine di tutelare l’ambiente montano e promuovere un modello di sviluppo turistico realmente sostenibile.
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Lucia Coppola
consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra
