(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tutela dell’area delle pendici del Monte Baldo sopra l’abitato di Nago (Zures, Segrom, Daine e Oltrezengol): contrasto al degrado ambientale, alla chiodatura selvaggia e alla circolazione di mezzi meccanici su sentieri storici.
Le pendici del Monte Baldo sovrastanti l’abitato di Nago, in particolare le località Zures, Segrom, Daine e Oltrezengol, costituiscono un patrimonio di inestimabile valore storico, naturalistico e geologico.
L’area è un “museo a cielo aperto” della Prima Guerra Mondiale, tutelato dalla Legge Nazionale 78/2001, che conserva trincee, postazioni d’artiglieria e camminamenti (come il “Senter dei Brozi”, il “Senter del Foram”, “la strada militare del Segron” …) di fondamentale importanza identitaria e culturale.
Sotto il profilo della biodiversità, il Monte Baldo è internazionalmente noto come “Giardino d’Italia”. Nello specifico, le falesie di Oltrezengol sono habitat di nidificazione per specie protette dalla Direttiva CEE 79/409 e dalla normativa provinciale, tra cui il Gufo reale (Bubo bubo), il Rondone maggiore (Tachymarptis melba), il Falco lodolaio e il Picchio muraiolo.
Si segnalano da anni continui interventi di disboscamento e chiodatura abusiva delle pareti rocciose a fini ricreativi (arrampicata). Tali attività, condotte con l’ausilio di trapani a batteria e droni, comportano l’abbattimento di piante ad alto fusto e l’estirpazione di edere secolari, disturbando irreparabilmente l’avifauna protetta durante i delicati periodi di nidificazione.
In queste settimane la presenza dell’elicottero che porta i materiali necessari alla ristrutturazione e all’aggiunta di vie di arrampicata in Segron ( in particolare nella zona delle “Trincee” ) sta disturbando notevolmente la nidificazione di uccelli e comporta stress ai cuccioli di animali come caprioli e camosci presenti in zona: una disattenzione totale alla pianificazione dei lavori, uno spreco di denaro pubblico e una forzatura per un’opera che necessita di centinaia di metri di reti metalliche, elicotteri, bonifica di rocce, manutenzioni costose annuali. Tutto ciò deturpando il paesaggio e l’ambiente e generando enormi dubbi sull’utilità e sul valore aggiunto dato alla Comunità di Nago, se non un piacere o un capriccio di qualcuno.
Inoltre la pratica del downhill e il passaggio di MTB su sentieri con divieto di transito è diventato insostenibile. Il “Senter dei Brozi”, antica via di comunicazione caratterizzata da un delicato selciato storico, è oggetto di costante erosione e danneggiamento causato dai passaggi di ciclisti, spesso agevolati da servizi “taxi” che trasportano le bici in quota o dall’utilizzo di e-bike.
Diversi biker locali stanno tracciando nuovi percorsi di discesa, pubblicizzandoli sui social media, creando situazioni di grave pericolo per gli escursionisti a piedi e violando i diritti legati agli Usi Civici cui il territorio è soggetto.
La cartellonistica attuale risulta spesso insufficiente, poco visibile o, in molti casi, oggetto di atti vandalici e rimozioni dolose.
L’imminente stagione dei grandi eventi turistici (come il Bike Festival di maggio) rischia di portare un carico antropico tale da compromettere definitivamente l’integrità del sito, qualora non venissero predisposti adeguati controlli.
Questa situazione è il classico esempio di come il turismo “mordi e fuggi” possa diventare tossico se non regolamentato. È fondamentale che le autorità smettano di guardare dall’altra parte solo per non disturbare l’economia del settore.
Ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere:
quali azioni urgenti intenda intraprendere la provincia di Trento per fermare il disboscamento e la chiodatura illegale nelle falesie di Oltrezengo e Segron;
se si intenda dare mandato al Corpo Forestale della Provincia Autonoma di Trento e agli organi di vigilanza per intensificare i controlli e le sanzioni, con particolare attenzione al rispetto dei decreti sindacali di chiusura delle falesie e ai divieti di circolazione per le MTB sui sentieri storici;
se sia prevista la pianificazione, in concerto con la Soprintendenza per i beni culturali e il Comune di Nago-Torbole, di un progetto di ripristino e manutenzione dei sentieri storici (“Senter dei Brozi”, “Senter del Foram”, “la strada militare del Segron”) per preservarne il selciato originale dalle devastazioni causate dalle biciclette;
se non si ritenga sia necessario installare barriere fisiche selettive (sbarramenti) agli accessi dei sentieri storici, tali da permettere esclusivamente il passaggio pedonale, impedendo fisicamente l’accesso ai mezzi meccanici;
quali iniziative di comunicazione e informazione si intendano avviare verso il comparto turistico dell’Alto Garda affinché i visitatori siano correttamente informati sui divieti vigenti, anche attraverso l’installazione di una cartellonistica bilingue più resistente ed efficace;
se, in occasione di eventi ad alto impatto come il Bike Festival, siano previsti presidi fissi di dissuasione e controllo nelle aree più sensibili per evitare il “massacro” dei sentieri e la frequentazione di aree protette.
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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
