Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel dicembre scorso il Parlamento ha approvato la proroga della norma che autorizza i profughi ucraini a rimanere nel nostro Paese con una “protezione temporanea per l’emergenza ucraina”. La norma prevede che i permessi in scadenza al 31 dicembre 2024 siano prorogati fino al marzo 2026. Purtroppo il permesso è rinnovato per chi ne fa richiesta. Ciò costringe i profughi ucraini presenti sul territorio a rifare l’iter burocratico già effettuato al loro arrivo nella primavera 2022.
La norma approvata lo scorso anno prevede la possibilità di trasformare il permesso per “protezione temporanea per l’emergenza ucraina” in un normale “permesso per lavoro”. Purtroppo, come spesso accade, l’iter burocratico sia per il rinnovo del permesso, sia per la sua trasformazione in permesso di lavoro, richiede tempi molto lunghi. La ragione è incomprensibile (ho visto casi di persone che attendono da un anno la voltura del permesso) e le code davanti alle Questure molto lunghe. Tutto ciò non è accettabile anche considerando che, per i cittadini italiani, il rilascio di altri documenti è molto veloce (carta di identità, patente, tessera sanitaria, ecc.).
Inoltre i ritardi creano problemi assurdi per coloro che, dovendo sottoporsi a terapie continuative, senza documenti aggiornati non possono accedere alle prestazioni sanitarie (prescrizioni farmaci, ad esempio) o trovano difficoltà sul lavoro. Senza documenti sono trattati come clandestini (e quindi rifiutati) o devono lavorare in nero.
Almeno per i problemi sanitari e di lavoro si potrebbe trovare una soluzione. Sarebbe sufficiente che la Provincia disponesse che il rinnovo della tessera sanitaria sia assicurato anche presentando il tesserino scaduto, in attesa che arrivi quello aggiornato.
Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente per sapere:
1) se non intendano rappresentare al Questore e/o al Commissario del Governo la situazione su descritta (di cui del resto parlano ormai molti giornali nazionali), mettendo eventualmente a disposizione del personale amministrativo per accelerare lo svolgimento delle pratiche amministrative;
2) se non intendano intervenire affinché il tesserino sanitario venga comunque rilasciato, almeno a chi ne era in possesso, non tenendo conto dei ritardi per il rinnovo.
Lucia Coppola
Consigliera provinciale/regionale – Alleanza Verdi e Sinistra
