Oggi 12 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, sentiamo la responsabilità e il privilegio di esprimere la gratitudine dei pazienti e dei familiari organizzati nelle associazioni che compongono la Consulta provinciale per la Salute. E assieme alla gratitudine, vogliamo esprimere il rispetto, profondo, verso una professione, che trova la sua essenza non solo nella tecnica e nella scienza, ma anche nella capacità di ascoltare, di accompagnare e di prendersi cura.
Caratteristiche fondamentali per l’attuazione del diritto costituzionale alla Salute e per realizzare quel principio di universalità e di uguaglianza che rende il Servizio Sanitario Nazionale un modello di civiltà e di solidarietà.
E quanto sia strategica la professione infermieristica si evince anche dal report dell’OMS sullo “Stato del mondo infermieristico” che, nel quantificare la carenza globale di infermieri in 5,8 milioni nel mondo, evidenzia timori per la futura capacità dei sistemi di garantire continuità assistenziale proprio a causa delle carenze di personale e di tutoraggio ai giovani professionisti.
Dalle disuguaglianze nella disponibilità di infermieri tra Paesi e regioni deriva, inoltre, una diversa possibilità di accesso ai servizi sanitari essenziali e il rischio
di compromettere obiettivi di copertura sanitaria universale.
Problematiche che riguardano anche il nostro Trentino, per cui servono politiche incentivanti, maggior valorizzazione e riconoscimento delle professioni sanitarie, in termini salariali ma anche di formazione avanzata e di leadership infermieristica, e serve rendere maggiormente attrattive le professioni sanitarie ai più giovani, con l’inserimento, nei percorsi di studio delle scuole di formazione secondaria, di materie sulle quali fondare un sistema educativo alla cura.
Occorre garantire la sostenibilità del futuro Servizio Sanitario Nazionale, a partire dal dare un’attuazione condivisa alle riforme epocali del PNRR, politiche che pongono la centralità dell’integrazione sociosanitaria negli obiettivi di riorganizzazione della medicina territoriale, di attuazione della prossimità delle cure, di attuazione della presa in carico e centralità della persona attraverso l’approccio multidimensionale e multisciplinare che tenga conto non solo della dimensione biologica della malattia ma anche di quella relazionale, psicologica e spirituale del paziente, attraverso la personalizzazione dei percorsi di cura.
Servono nuovi paradigmi, a partire dalla presa di coscienza di un concetto di salute che comprenda quello di sanità ma che non corrisponda solo ad esso. Un concetto di salute “One Health”, di unica salute che riguarda tutti i settori, quello economico, sociale, culturale, ambientale, tra loro interconnessi, per incidere sui
determinanti non sanitari della salute, sui prerequisiti della salute come il diritto alla casa, ad un lavoro retribuito e dignitoso, a vivere in un ambiente salutare, a disporre di reti sociali, di efficaci ammortizzatori sociali, di concrete politiche di conciliazione lavoro-famiglia.
Servono politiche lungimiranti, investimenti di lungo periodo che generino meno avanzo di bilancio e più servizi in welfare, in sicurezza sociale e in sanità pubblica, per creare quello che Erio Ziglio, già Direttore dell’Ufficio Europeo per gli investimenti per la Salute e lo Sviluppo dell’OMS, definisce un “sistema immunitario sociale”.
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Consulta provinciale per la Salute
Presidente dott.ssa Elisa Viliotti
