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CONSIGLIO PAT * QUARTA COMMISSIONE: «IN AULA NEL 2026, “CONGELATO” IL DDL SUI CONGEDI GENITORIALI»

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13.58 - martedì 18 febbraio 2025

Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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In Aula nel 2026, “congelato” il ddl sui congedi genitoriali. Il ddl “sul benessere familiare, conciliazione vita e lavoro, congedo di maternità e paternità e congedo parentale” resta in programmazione, ma non arriverà in discussione in Consiglio Provinciale prima del 2026. Nel frattempo, si dovranno valutare le ricadute delle norme su benessere familiare e conciliazione approvate nella Legge Finanziaria che attendono l’attuazione da parte della Giunta.

E’ stata accolta dai proponenti del ddl, oggi in Quarta Commissione presieduta da Maria Bosin, la proposta dell’assessore provinciale Achille Spinelli. “Nella Legge di Bilancio approvata in dicembre, abbiamo introdotto modifiche che impattano sui tempi di cura e sulle retribuzioni, abbiamo ottimizzato lo strumento del Co-manager per imprenditrici e partite Iva, abbiamo aumentato il valore dei buoni di servizio allargando il parametro Icef – ha osservato Spinelli -. Chiedo di guardare i dati sulle politiche che stanno partendo, nuove e in corso, al fine di riorientare al meglio e in modo condiviso il ddl”.

 

Le audizioni

La riunione della Commissione, in merito al disegno di legge n. 43 “Integrazioni della legge provinciale sul benessere familiare 2011 in tema di conciliazione vita e lavoro, congedo di maternità e paternità e congedo parentale” (proponenti consiglieri Maestri, Parolari, Manica, Calzà, Zanella, Franzoia e de Bertolini) è iniziata con le ultime audizioni in programma. Nella precedente riunione erano state audite le rappresentanze delle categorie economiche e sociali (qui comunicato), oggi si sono chiuse le consultazioni con il parere favorevole della Consulta provinciale per la famiglia e del Forum delle associazioni familiari del Trentino. Così il vicepresidente del Forum, Leonardo Speccher: “Apprezziamo l’intento positivo del ddl 43 che promuove un modello più equo di conciliazione, la condivisione delle responsabilità genitoriale, il superamento della logica del bonus una tantum”.

La presidente della Consulta, Alice Vettore Carraro, ha portato all’attenzione della Commissione il secondo articolo del ddl che introduce nella legge provinciale sul benessere familiare l’articolo 10 bis che prevede l’adozione di un regolamento provinciale finalizzato a potenziare l’offerta dei servizi conciliativi alla famiglie con figli nella fascia di età al di fuori di quella da 0 a sei anni. “Il rischio – ha precisato Carraro – è che si vada a complicare una normativa già di per sé molto complessa”. La consigliera Francesca Parolari è intervenuta spiegando che l’obiettivo del ddl “è quello di individuare una disciplina che vada a semplificare e risolvere le note difficoltà normative dovute a disposizioni che affondano nel diritto europeo”.

 

L’impegno: ddl in aula nel 2026

Presente in Commissione per la Giunta, l’assessore provinciale allo Sviluppo economico Achille Spinelli il quale, nel convenire sui “temi rilevanti e di certo non secondari del ddl 43 e sui quali non ci sono altri elementi di cui discutere”, ha ricordato che nella Legge Finanziaria approvata lo scorso dicembre sono state inserite diverse norme sul tema, condivise con la minoranza, che ora attendono l’attuazione da parte della Giunta. “Abbiamo introdotto modifiche – ha detto Spinelli – che impattano sui tempi di cura e sulla retribuzione, abbiamo ottimizzato lo strumento del Co-manager per imprenditrici e partite Iva, abbiamo aumentato il valore dei buoni di servizio allargando il parametro Icef. Propongo la sospensione del ddl, con la promessa di ritoccarlo e allinearlo alle politiche che stanno procedendo e stanno per partire”. Alla proposta è stato dato parere positivo da parte dei proponenti.

Così Lucia Maestri: “Partendo dalle amplissime convergenze arrivate durante le audizioni e ricevute osservazioni organizzative su questioni risolvibili, pensavamo di portare in Aula il ddl con la convergenza della Giunta. Abbiamo intercettato un diritto e un bisogno delle famiglie, non solo delle madri. Il Trentino ha bisogno di innovare. Si perde un’occasione di utilizzare l’Autonomia, saremmo stati i primi in Italia a riformare sul tema dei congedi genitoriali. Abbiamo fatto un buon lavoro che ci è stato riconosciuto anche dalla Giunta. La proposta di Spinelli ha una sua ragione e la accettiamo, ma che il nostro ddl non finisca in un cassetto.

Chiediamo una data entro la quale ci si ritrovi ad affrontare questo testo e chiediamo che la presidente della Commissione, Maria Bosin, si faccia da garante. Chiediamo che non si faccia un emendamento nella Legge di Stabilità ma che il ddl diventi legge”. Anche Paolo Zanella ha chiesto di tenere il testo del ddl come testo base per i prossimi ragionamenti. Per la consigliera Eleonora Angeli: “Il tema va attenzionato, c’è l’impegno per poterci lavorare insieme”. Con il parere favorevole della presidente Bosin, si è quindi concluso che il ddl resterà comunque in programmazione, il 2025 sarà un anno di monitoraggio e ripasserà in Commissione con la previsione del suo arrivo in Aula nel 2026.

Nel corso della riunione di Commissione, il dibattito ha toccato diversi temi.

 

L’impatto finanziario del ddl

In merito all’impatto finanziario del ddl, Spinelli ha evidenziato un costo di 15 milioni l’anno. “Anche per questo è importante verificare i giusti passi. Cerchiamo di trovare una strada di formulazione per applicarlo con le politiche che la Provincia sta portando avanti”. La questione si è quindi spostata sui bonus e gli investimenti strutturali.
Così Lucia Maestri: “Vorrei richiamare quanto detto nelle audizioni dal vicepresidente del Forum che ha apprezzato il cambio di passo sui bonus. Proviamo a investire su politiche strutturali, sembrano più costose ma facendo la somma dei bonus elargiti dalla Provincia i conti tornano”. Stefania Segnana è quindi intervenuta evidenziando che una misura non esclude l’altra: “Gli interventi vanno portati avanti su più fronti. I bonus sono misure che nell’immediato sono apprezzate. Non andiamo contro questo tipo di politiche, ma procediamo su più fronti”.

 

Il congedo genitoriale, le Pmi e i lavoratori autonomi

Spinelli ha voluto sottolineare l’esito positivo delle audizioni con le categorie economiche, sottolineando le valutazioni degli imprenditori sulla presenza dei lavoratori in azienda “che è comunque da tutelare perché ha un impatto economico, specie nella posizione organizzativa delle piccole e micro imprese”. Francesca Parolari si è soffermata sul lavoro culturale che c’è da fare. “I datori di lavoro devono trovare nuovi modelli organizzativi che vanno studiati e compresi.

Chiedo agli Enti di lavorare su momenti di sensibilizzazione e formazione alle imprese”. Sotto la lente anche il lavoro dei professionisti e dei lavoratori autonomi. “Un ambito particolare – ha precisato ancora Spinelli – Un professionista autonomo lavora in qualsiasi situazione e tra il bonus maternità e il bonus astensione congedo si rischia di fare una ‘lotteria dei bonus’ per chi poi in realtà continua a lavorare”.

Terminata la discussione sul ddl, la Commissione ha accolto favorevolmente la proposta della presidente Bosin di lavorare in modo organico al tema della denatalità. “Chiedo alla Commissione di approfondire e rilanciare il tema coinvolgendo anche le altre Commissioni perché l’argomento è trasversale. Come quarta Commissione saremo capofila del percorso di analisi e studio”. Proposta condivisa e accettata da tutti i mebri della Commissione e su cui si tornerà a discutere.

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