(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le associazioni di categoria: “L’allargamento continuo dell’ambito Garda Dolomiti rischia di indebolire l’identità turistica del territorio”. La notizia che il Comune di Mori ha chiesto alla Provincia di Trento di entrare a far parte dell’ambito turistico di Garda Dolomiti ha suscitato un’attenta riflessione da parte delle associazioni di categoria del territorio. Negli ultimi anni, l’Azienda per il Turismo Garda Dolomiti ha visto il proprio ambito ampliarsi progressivamente, fino a diventare il più esteso della provincia. Questo processo di inclusioni successive desta ora una crescente preoccupazione, non tanto per la singola richiesta del Comune di Mori, quanto per una norma provinciale che consente ai singoli comuni confinanti di cambiare ambito senza limiti né criteri di equilibrio complessivo. Tale possibilità, priva di un indirizzo strategico, rischia di compromettere proprio quell’idea di “prodotto turistico unitario” su cui la legge provinciale aveva fondato la creazione delle Agenzie Territoriali d’Area (ATA).
Nel nostro caso, l’Ata coincide pienamente con l’ambito di Garda Dolomiti, che già oggi comprende territori con una forte e riconosciuta identità turistica. È vero che i comuni di confine, come Mori o Brentonico, condividono con l’Alto Garda alcuni tratti di sentieristica o percorsi naturalistici. Tuttavia, si tratta di elementi marginali, insufficienti a giustificare un cambio di ambito. Seguendo questa logica, domani potrebbero avanzare richieste analoghe anche altri comuni — nuovi confinanti, da Ala fino a Rovereto — con il rischio evidente di diluire e confondere l’immagine del nostro prodotto turistico. Un continuo allargamento dell’ambito renderebbe infatti più difficile una gestione coerente e mirata, riducendo l’efficacia delle azioni di promozione e pianificazione. Ogni territorio ha peculiarità, vocazioni e bisogni diversi, che non possono essere affrontati con strategie “a taglia unica”.
Preoccupa inoltre la prospettiva di dover gestire territori nuovi, con storie, esperienze e livelli di sviluppo turistico molto differenti da quelli dei comuni che oggi costituiscono l’ossatura di Garda Dolomiti. Pensare che il semplice ingresso in un ambito “forte” possa cambiare il destino di una località è un’illusione: il turismo nasce da un’offerta solida, coerente e attrattiva, non da un cambio amministrativo. I turisti scelgono una destinazione per le sue peculiarità — paesaggio, ospitalità, infrastrutture, esperienze — non per l’ambito a cui appartiene. Garda Dolomiti dispone di un progetto turistico chiaro, condiviso e riconosciuto, frutto di anni di lavoro coordinato tra enti pubblici, operatori e associazioni.
Un progetto che non può semplicemente essere esteso ad altri territori senza i necessari presupposti e senza un percorso di sviluppo condiviso. Dispiace constatare, inoltre, che l’Apt di Rovereto non abbia finora cercato forme di collaborazione o sinergia con Garda Dolomiti per rafforzare insieme il sistema turistico del Trentino meridionale. Un dialogo più aperto tra le due realtà avrebbe potuto portare benefici reciproci, evitando che i comuni cerchino soluzioni individuali spostandosi da un ambito all’altro. Per tutte queste ragioni, le associazioni di categoria firmatarie invitano l’Amministrazione provinciale a non accogliere la richiesta del Comune di Mori, né altre eventuali future richieste analoghe, che rischierebbero di compromettere l’equilibrio e la coerenza dell’attuale sistema turistico.
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Confcommercio
Asat
Unat
