(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Commemorazione per Pasi, il sindaco Ianeselli: “Le democrazie liberali vanno difese ogni giorno”
Intensa celebrazione questa mattina per la deposizione della corona con i discorsi del primo cittadino, del presidente dell’Anpi Cossali e del presidente dell’Ana Frizzi
In una piazza Pasi gremita di gente si è svolta stamattina la cerimonia di commemorazione del sacrificio di Mario Pasi, tenente degli Alpini, partigiano, medaglia d’oro al valor militare e medico all’ospedale Santa Chiara, nel suo 81° anniversario.
“Quest’anno è particolarmente importante che appuntamenti istituzionali come questi siano unificanti e non di parte – ha detto il sindaco Franco Ianeselli – Viviamo tempi in cui le democrazie liberali sono sotto attacco, talvolta anche dall’interno. Democrazie che sono state costruite da giovani come Mario Pasi che hanno fatto una scelta di vita dicendo ‘La mia vita non è solo la mia vita’. Democrazia non è andare a votare ogni tanto, ma impegnarsi quotidianamente nella società per esempio rispettando le minoranze. Per questo difendere dall’aggressione esterna una democrazia liberale nascente come l’Ucraina è importante. Viviamo tempi molto preoccupanti dove vengono fatte guerre e non è neanche ben chiaro quali siano le motivazioni, come accade in Iran, e dove si applica una discutibile morale di parte. Consiglio di leggere I sonnanbuli di Christopher Clark che descrive come si arrivò – ignari e ignavi – alla tragedia della Prima Guerra Mondiale”.
La cerimonia – iniziata alle 10 con la deposizione di una corona – è proseguita con gli interventi del del presidente dell’Associazione nazionale partigiani italiani del Trentino, Mario Cossali, e del presidente dell’Associazione nazionale alpini di Trento, Paolo Frizzi.
Per Cossali “la memoria di Mario Pasi è straordinariamente viva, nonostante il passare degli anni. Viva perché ha la forza di far rivivere la sua scelta: una scelta di rottura con l’andamento della sua vita, delle sue relazioni, dei suoi pensieri per il futuro. Una scelta fatta di grande coraggio e determinazione. Oggi Mario Pasi ci chiede il coraggio della scelta per la libertà e per la giustizia, superando in questi tempi calamitosi e tragici il confine dell’indifferenza e il confine dell’impotenza, che spesso diventa giustificazione del nostro stare a guardare. Questo ci dice oggi Mario Pasi, altro che celebrazione, è di un’attualità sconcertante!”
Paolo Frizzi ha invece detto che “Pasi rappresenta ancora oggi un ponte tra le diverse generazioni. La figura dell’alpino-partigiano unisce l’amor di patria alla libertà universale, valori che ultimamente abbiamo annacquato in favore dei più comodi qualunquismi da sbandierare e fintamente difendere dietro il segreto della tastiera di un computer. Mario Pasi è invece ancora un esempio per i giovani che hanno desiderio di cercare punti di riferimento rispetto al significato di essere o non essere cittadini attivi. Sepulveda un tempo scrisse: La libertà è uno stato di grazia e si è veramente liberi solo mentre si lotta per conquistarla”.
La celebrazione si è poi spostata nell’atrio dell’ospedale Santa Chiara – dove Pasi prestò servizio come medico – per la deposizione di un’altra corona.
