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CNCA – TRENTO * SETTIMANA DELL’ACCOGLIENZA 2026: BASSETTI, «CI SONO MOLTE SOLITUDINI, QUESTO FA SÌ CHE LE PERSONE NON POSSANO E RELAZIONARSI»

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16.32 - lunedì 25 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Questa mattina è stata presentata la dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza, promossa dal Coordinamento Nazionale delle Comunità Accoglienti del Trentino – Alto Adige/Südtirol (CNCA TAA) presso piazza S. Maria Maggiore. I relatori sono stati ospitati sul palco della Fondazione Franco Demarchi. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Sicurezze: vivere la comunità”. La Settimana si svolgerà da venerdì 25 settembre a sabato 3 ottobre 2026.

Il presidente di CNCA TAA, Claudio Bassetti, ha esordito invitando tutti gli enti operativi nella regione a prendersi carico di questo tema, a interpretarlo a modo loro e a rilanciarlo con eventi, spettacoli, mostre, marce e altro ancora, lasciando spazio alla creatività. Infatti, da sempre, il programma della Settimana dell’Accoglienza si costruisce dal basso e sono le organizzazioni che propongono i singoli eventi.

In termini di sicurezza oggi si parla di restrizione degli spazi di libertà. «Ma – sostiene il presidente Bassetti – sicurezza e libertà non sono contenuti in conflitto: devono coesistere. Una società meno libera è meno sicura». Durante la Settimana si parlerà anche di relazione all’affettività: relazioni tossiche e di genere sono, purtroppo, nel tessuto quotidiano di questa società. Si ragionerà anche sulla vivibilità urbana. Bassetti lancia un appello ai presenti e a chi sarà raggiunto dai media e dalla stampa: «Diamo a questo tema l’importanza che merita: la comunità deve avere la possibilità di esprimersi, di ragionare, di confrontarsi, di fare crescere il dibattito e di favorire gli incontri».

Michelangelo Marchesi, presidente della Cooperativa Villa S. Ignazio, prende la parola. Al giorno d’oggi si tende a semplificare il concetto di sicurezza. Bisogna leggere le origini dei fenomeni sui quali ci si confronta: le povertà, le condizioni di alcuni ambiti di salute, il lavoro povero, l’insicurezza sulla strada, l’insicurezza dei lavoratori. Non sono pochi in Italia gli infortuni sul lavoro. Un esempio è il carcere: la gestione e la condizione degli istituti penitenziari italiani non sono efficaci, se si leggono i dati. La maggior parte delle persone che escono dal carcere torna a commettere reati. Il sistema carcerario è molto costoso in termini di gestione, ma è poco efficace in termini di sicurezza. Leggere e riflettere su questi temi aiuta a trovare soluzioni e strategie.

Alessandra Sebastiani, insegnante della Scuola d’italiano per stranieri Penny Wirton, interviene sul palco raccontando in che modo l’attività scolastica si inserisce in questo tema. Sebastiani afferma che conoscere i migranti e le loro storie è un antidoto contro il timore: la conoscenza è una cura contro le insicurezze. Anche quest’anno durante la Settimana dell’Accoglienza, la scuola Penny Wirton sarà in piazza per svolgere lezioni di italiano all’aperto e in mezzo alla cittadinanza.

Prende la parola Erika Picone, referente di Fare Comunità, un gruppo informale nato per mettere insieme idee trovandosi come residenti, esercenti e associazioni. «La sicurezza – afferma Picone – è un puzzle: le tessere possono essere tessere di presidio culturale e sociale. Creare una rete vuol dire accogliere tutti». In stretta sinergia con l’assessora Gianna Frizzera, la libreria Feltrinelli e altri, sarà proposto un ciclo di incontri che inizierà a giugno e durerà fino alla fine di settembre. Durante questi incontri saranno proposti workshop, iniziative, speech, attività ludico-sportive e tanto altro per rivitalizzare i quartieri e le piazze.

Sul palco sale Camillo Zadra del CAV (Coordinamento Accoglienza Vallagarina), il quale racconta che Rovereto ha una fitta presenza di associazioni che operano nell’accoglienza di persone migranti e di persone che vivono svariate situazioni di fragilità. Il tema della Settimana di quest’anno è spinoso: le attività che proporranno nelle scuole saranno finalizzate a capire quali sono le paure dei giovani. Lavoreranno sull’ascolto, solleciteranno i ragazzi a riflettere su cosa vuol dire essere sicuri o insicuri, tracceranno mappe sia fisiche-topografiche che virtuali-emotive.

Infine conclude la conferenza stampa la presidente della Fondazione Trentina per il Volontario Sociale, Donatella Turrina. Da anni la Fondazione elargisce un finanziamento significativo alla Settimana dell’Accoglienza, per permettere di coprire le spese materiali e consentire a questa macchina umana di lavorare e di produrre una cultura dell’accoglienza. La presidente Turrina afferma che la Fondazione è vicina a CNCA TAA perché ne condivide i contenuti e i valori, sostenuti anche nel proprio statuto.

Dunque, perché nascono le insicurezze?

Ci sono molte solitudini, questo fa sì che le persone non possano confrontarsi e relazionarsi. Le persone in casa ricevono notizie attraverso i social media e i programmi televisivi, spesso influenzati dalla politica, che trasmettono principalmente rabbia e rancore. Così nasce una paura che è una forma di autodifesa. Il rapporto tra le persone è di scarsa empatia e sempre più aggressivo. Se la città è ostile la paura continua a crescere. Inoltre c’è la paura del futuro: “la terza guerra mondiale a pezzi” non genera speranza.

Il presidente Bassetti conclude affermando che al termine della Settimana dell’Accoglienza si creerà un “alfabeto della sicurezza” dalla A alla Z, proponendolo come un manifesto per le sicurezze e le insicurezze.

La Settimana dell’Accoglienza è una rassegna di iniziative, momenti di riflessione, stimoli e proposte che riunisce l’intera regione per sensibilizzare tutta la popolazione alla cultura dell’accoglienza. Le realtà private e pubbliche che desiderano partecipare organizzando un evento e portando un contributo di riflessione sul proprio territorio sono invitate a contattare e richiedere il format della scheda di adesione a [email protected].

 

Fotografia 1: da sinistra Paolo Decarli, Michelangelo Marchesi, Erika Picone, Alessandra Sebastiani e Claudio Bassetti.

 

 

Fotografia 2: da sinistra Donatella Turrina, Camillo Zadra e Claudio Bassetti.

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