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CMST – COMITATO MOBILITÀ SOSTENIBILE TRENTINO * RITARDI TRENI LINEA FERROVIARIA BRENNERO E VALSUGANA: «NON BASTANO 10 EURO DI SCONTO AI PENDOLARI, SERVE UN SERVIZIO DI QUALITÀ»

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18.08 - martedì 27 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ritardi dei treni sulla linea ferroviaria del Brennero e della Valsugana. Il trasporto pubblico ferroviario svolto sulle linee del Brennero e della Valsugana è disciplinato dal contratto di servizio 2024-2033 recentemente stipulato tra Trenitalia e la Provincia Autonoma di Trento. Il servizio svolto da Trentino Trasporti sulla linea ferroviaria Trento-Malè-Mezzana è disciplinato da altri atti amministrativi.

Leggiamo dai giornali che lo sforamento degli indici di puntualità pubblicati sul sito della Provincia e i conseguenti disagi ai pendolari, è stato “monetizzato” con 10 euro di sconto sugli abbonamenti dei pendolari. Questa pratica è fortemente riduttiva rispetto a quanto stato stipulato nel contratto di servizio.

Nel rilevare che la qualità del servizio svolto è composto da vari aspetti oltre che la puntualità dei treni, come ad esempio l’affollamento, la pulizia del materiale rotabile, le informazioni nelle stazioni e a bordo etc., si fa notare che se non si rispettano i parametri definiti nel contratto di servizio vengono applicate le penali che non devono superare l’1% degli importi del servizio ferroviario fornito. I rimborsi di 10 euro sono compresi in essi.

Nell’art.19 del Contratto di Servizio è previsto il Comitato Tecnico di Gestione, composto da 2 membri nominati dalla PAT e 2 membri nominati da Trenitalia, che ha il compito di valutare come viene svolto il servizio e le penali da applicare. Alla luce di quanto stipulato nel contratto di servizio, il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino “ing.Alberto Baccega” chiede agli uffici competenti di Trenitalia e PAT:

– le cause dei ritardi dei treni regionali e della diminuita qualità del servizio;

– i ritardi per causa di forza maggiore e per scioperi che non vengono considerati nella definizione degli indici di puntualità;

– se l’interruzione della linea della Valsugana è stata considerata causa di forza maggiore;

– l’entità delle penali che verrà applicata nel 2024 e 2025 per il mancato rispetto degli indicatori di qualità;

– il montante totale dei rimborsi applicato ai pendolari sugli acquisti di biglietti e abbonamenti;

– i nominativi e la composizione del Comitato Tecnico di Gestione;

– quante volte si è riunito il Comitato tecnico di Gestione negli anni 2024 e 2025;

– dove sono pubblicati i verbali delle riunioni del Comitato Tecnico di Gestione e con le associazioni di consumatori.

L’applicazione di penali nella gestione del trasporto pubblico locale ferroviario è disciplinata dal D.lvo 19 novembre 1997, n.422. In tale importante normativa di legge viene stabilito come la Provincia sussidia l’impresa ferroviaria (Trenitalia) per l’assolvimento degli obblighi di servizio pubblico, per un importo non superiore al 65% dei costi operativi sostenuti dall’impresa ferroviaria. Il restante 35% dovrebbe essere coperto da entrate di bigliettazione e abbonamenti. Nella Provincia Autonoma di Trento le cose stanno in modo diverso.

Per il trasporto pubblico su ferro e su gomma, 16% circa dei costi operativi è coperto dagli introiti da traffico, il restante 84% è coperto direttamente dal Bilancio provinciale. In particolare nel 2023, il servizio ferroviario sulla linea del Brennero ha avuto costi operativi pari a 28.400.000 euro e introiti da traffico di 8.200.000 euro con una copertura del 28,6%. Mentre lo stesso anno, il servizio ferroviario sulla linea della Valsugana nella tratta Trento Bassano del Grappa, ha avuto costi operativi pari a 7.977.892 euro e introiti da traffico di 622.406 euro con una copertura del 7,8%.

L’entità di tale copertura è definita nella Contratto di servizio 2024-2033.
In definitiva la PAT investe notevoli risorse economiche e finanziarie per il trasporto pubblico ferroviario che non viene svolto in modo soddisfacente. Non è possibile liquidare la questione con 10 euro al mese di sconto ai pendolari, ma occorre un impegno maggiore da parte dei servizi e dipartimenti provinciali per realizzare un servizio ferroviario di qualità. Tale servizio in futuro, con la separazione del traffico viaggiatori sulla linea storica dal traffico merci nelle circonvallazioni di Trento e Rovereto, costituirà l’ossatura principale del sistema di mobilità sostenibile del Trentino. Quindi occorre sin da subito che funzioni egregiamente.

Per contro nessuno indica le perdite di tempo, per raggiungere le destinazioni per lo studio ed il lavoro, causate dalle congestioni di traffico privato nella rete stradale e autostradale. Come vengono rimborsati questi disagi? Quali sono le cause e chi sono i responsabili?

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