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CMST – COMITATO MOBILITÀ SOSTENIBILE TRENTINO * REPLICA A CATTONI E DORFMANN: «RUMORE VIBRAZIONI E INQUINAMENTO DI TIR E TRENI VENGONO SUBITE DALLE POPOLAZIONI, CON CONSEGUENZE SANITARIE»

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08.05 - mercoledì 3 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Inquinamento acustico, atmosferico e rischi trasporto merci pericolose nel corridoio scandinavo mediterraneo.

Il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino, leggendo le dichiarazioni del presidente dell’Autobrennero A22, dell’europarlamentare Herbert Dorfmann e di autorevoli politici ed amministratori del Trentino Alto Adige a seguito della manifestazione in Tirolo, ritiene doveroso intervenire sul tema delle esternalità negative dovute al trasporto di merci per strada e per ferrovia, nel corridoio scandinavo mediterraneo.

Nel linguaggio tecnico scientifico si usano i termini di esternalità negative e positive per esprimere i costi e benefici che generalmente non vengono previsti nei processi economici e finanziari.

Il rumore, le vibrazioni e l’inquinamento atmosferico prodotti da TIR e treni, vengono subite dalle popolazioni esposte residenti nelle fasce limitrofe ai tracciati autostradali, stradali e ferroviari, con pesanti conseguenze socio sanitarie.

Ad esempio nei piani di azione per l’abbattimento dell’inquinamento acustico elaborati da A22, da RFI e dalla Provincia Autonoma di Trento per la rete stradale, vengono individuate le persone esposte, in riferimento alle soglie previste dalla legge nazionale.
E’ bene inoltre precisare che il parco circolante dei mezzi pesanti (TIR) in Europa e in Italia è oggi composto per oltre il 50-60% da veicoli Euro 6. In effetti i TIR euro 6 hanno livello di inquinamento acustico e atmosferico inferiori a quelli degli altri TIR euro 5, 4 etc. e in base al principio “chi inquina paga”, i pedaggi autostradali vengono differenziati a seconda della classe di appartenenza, del viaggio in pianura o montagna, diurno o notturno.

Riteniamo corretto ridurre gli inquinamenti principalmente alla fonte, come effettivamente si sta facendo, introducendo tecnologie ambientali sull’ammodernamento delle infrastrutture autostradali e ferroviarie e sul materiale rotabile.
Ma molta strada occorre ancora fare!

Il trasporto ferroviario produce inquinamento atmosferico solo nelle località di produzione dell’energia elettrica, ma nessun inquinamento diffuso nel territorio, ad eccezione di minime quantità dovute alla trazione diesel. Mentre i treni producono inquinamento acustico e vibrazioni.

Ad esempio con l’ammodernamento del parco carri merci europei, costituito da circa 600.000 unità, adottando carrelli LEILA ed altri carrelli muniti di frenatura a disco, si riuscirebbe ad abbattere la rumorosità dovuta alla frenatura di circa 18 Decibel.

E’ da precisare che la linea ferroviaria Fortezza-Verona è uno dei corridoi silenziosi individuati dalla Comunità europea. Inoltre la Germania e la Svizzera hanno vietato, con leggi nazionali, il transito di treni nel loro territorio che non hanno carri in composizione con ceppi o suole per la frenatura in materiale sintetico o composito che abbattono la rumorosità di circa 10 decibel.

Altro argomento che non viene percepito è quello del rischio dovuto al trasporto di merci pericolose sia su strada che per ferrovia. Abbiamo stimato che la massa di merci pericolose che circola nel corridoio del Brennero è pari a circa il 6% del totale, cioè 3 milioni di tonnellate annue, 2 milioni su strada e 1 milione per ferrovia. Se vengono rispettate le normative internazionali stabilite nell’ADR e nel RID, i rischi sono nulli. Ma purtroppo esiste una casistica di mancato rispetto e il rischio non è nullo.

Ed è per questi motivi che il nostro Comitato è intervenuto nel Dibattito Pubblico dei lotti 3A e 3B sostenendo che il nuovo tracciato dell’accesso sud del tunnel di base del Brennero debba essere previsto lontano dai centri abitati di Trento Nord e della frazione di Marco e dagli altri.

Il CMST non vede altra alternativa che praticare in futuro il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia per raggiungere l’obiettivo di realizzare, entro il 2040, il modal split della 50% su strada e 50% su ferrovia. Tale obiettivo potrà essere raggiunto se verrà potenziata la logistica e in particolare con la realizzazione del nuovo interporto a Isola della Scala, finanziato in parte dal Fondo Ferrovia. Il Fondo Ferrovia, che ha raggiunto il valore di circa 850 milioni di euro, è realizzato dall’accantonamento di quote di pedaggi autostradali, stabilito da una apposita legge nazionale.

Il nostro Comitato non comprende l’atteggiamento di indifferenza di una parte politica trentina e nazionale su tali temi che tra l’altro continua ad elargire sussidi ambientalmente dannosi (SAD) agli autotrasportatori, come ad esempio lo sconto di circa 214 euro per ogni 1000 litri di gasolio.

 

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Ing. Ezio Viglietti

Presidente Portavoce Comitato Mobilità Sostenibile Trentino “Ing. Alberto Baccega”

 

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